Tales of pink and queer. Malesoulmakeup Groove

Nessuna ricorrenza specifica è necessaria per essere “pride“, e in un giorno di ricordi legati alle lotte dei travestiti dei Moti di Stonewall (27/28 giugno 1969), raccontiamo un nostro momento di vita accaduto nel maggio scorso a Palermo.

We are everywhere“, in spiaggia a Mondello un pomeriggio di inizio estate, al mercato di Ballarò in un tramonto domenicale, al Santuario di Santa Rosalia un lunedì solitario o in un qualsiasi altro contesto e giorno dell’anno.   

Patty Owens, Francesco e Daniele

CAPITOLO 1 Pink Experience. In Spiaggia

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Think Experience, Mondello, Palermo, May 2014. Daniele Pentassuglio by Francesco Paolo Catalano

Ambra ha indossato la fedina dei venticinque anni di matrimonio dei miei nonni, per paura di perderla tra la sabbia della spiaggia di Mondello. Non dovevo avere nulla di mio addosso: solo un vestito rosa. Da donna. Un corpo barbuto, irsuto e non palestrato diveniva goffamente principesco sotto gli occhi curiosi dei palermitani spiaggiati. In questi scatti sfidare l’omofobia, anche e soprattutto interiorizzata dagli stessi omosessuali, faceva da contraltare alla costante ricerca della queerness nel corpo ursino, antisociale, deviato e antinormativo.

CAPITOLO 2 Pink Experience. Al mercato di Ballarò

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Think Experience, Mercato Di Ballarò, Palermo, May 2014.
Daniele Pentassuglio by Francesco Paolo Catalano

Le luci del giorno si spegnevano sul mercato di Ballarò. Dalle attività dei migranti africani incalzava una canzone dance trash. Pochi motorini ci sfrecciavano intorno, mentre divenivo tubero rosa. Nuovi volumi si affastellavano sopra la mia anatomia, che perdeva via via la sua identità biologica. “Posso togliere le Converse?”, chiesi. Nulla di me doveva rimanere, solo il contatto diretto con quella terra di negri, zoccole e froci.

CAPITOLO 3 Cruising

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Cruising, Monte Pellegrino, Palermo, May 2014.
Daniele Pentassuglio by Francesco Paolo Catalano

Santa Rosalia ci guardava dall’alto. Dalla sua teca, sdraiata, ci osservava senza giudicare. Le Sante siciliane sono diverse, sono donne, hanno i fiori in testa, sono un Tropicantesimo. In quel momento era la guardiana del cruising, imperatrice dell’accoppiamento animale e regina degli umori della foresta. Mi sentivo protetto, in quanto satiro dal pene eretto, fauno di rosso vestito, Atteone già trasformato in cervo. Ero pura vita e desiderio incarnato. Tu dov’eri?

Didascalie di Daniele Pentassuglio