Hot Queer Erotica. Trastulli (anal)vegetariani 3

Un dito in gola e uno nel retto fanno un buon diagnostico
William Osler, Aequanimitas, 1904

Piatto caldo

(terzo episodio) 

di Luca Sibillo

“E vabbè, allora te ne racconto un’altra, ma per questa tieniti forte!”…

“Vai, t’ascolto!”…

“… allora, metto un annuncio su internet con numero di telefono e tutto… Ebbè, un giorno mi contatta uno, prendiamo un appuntamento dopo l’orario d’ufficio, da me, nel mio appartamento sulla Tiburtina. E così alle otto e mezza di sera ’sto tizio si presenta alla porta con uno zaino a tracolla; lo faccio entrare… Il fatto, però, è che più lo guardo, più mi dà l’impressione di essere un po’… un po’… amore mio, come dire?… un po’ represso!… sai, di quelli con dei gran disturbi per la testa!”…

“… mhmm??… vai avanti!”…

“Ma poi, brutto da morire, basso, grasso e con la pelata!… e in più è un avvocato! – sì, quelli, tesoro mio, proprio non li sopporto!… così come i borghesi, i politici, gli industriali… i medici!… preferisco i muratori, io, gli idraulici… meglio se rumeni!”…

“… mhmm, capisco”…

“Amo quelli del popolo, son più maschi, capisci?!”…

“Sì, ovvio, ma ti prego, vai avanti”…

“OK OK, curiosone mio!… Dicevo, questo è un avvocato, e in più fa grande uso di coca – certe sacche di “bianca” che si portava dietro!… I miei occhi intanto sono soltanto per il suo zaino – ero troppo curiosa di sapere cosa ci portava dentro!… e quindi subito glielo chiedo, cosa ci porta dentro… Be’, a un certo punto prende e tira fuori… ci tira fuori un paio di piccole zucchine e un cetriolo… ma un bel cetriolone eh!”…

“… sicura che non stai a confonderlo con l’ortolano?”…

“… mhmm?… certo, era un avvocato!… ma fammi dire, amore mio… mi passa subito una di quelle zucchine, l’altra invece è per lui…”…

“Ah!”…

“… vuole che facciamo un po’ di sesso con quelle… da dietro!”…

“Ahé!”…

“… come prima cosa caccia una bottiglina da lì dentro… è olio di oliva!”…

“be’, mi sembra il minimo!”…

“… poi però si prepara la sua bella striscia di coca sul tavolo in cucina e… fuuu! una tirata!… Poi, dalla cucina si porta in salone. Io lo seguo. Una volta lì, spengo la luce centrale e accendo quella della lampada. Comincia a spogliarsi, poi prende a spalmarsi l’olio di sotto, poi lo cede a me… Ci mettiamo comodi sulle due poltrone che sono una di fronte all’altra… ebbè, mi chiede di aprire le gambe… lo faccio, e così fa lui dall’altra parte… Poi inizia, si passa la zucchina attorno alla situazione… Io devo solo stare lì a ripetere le sue mosse, vuole questo da me, e quindi prendo a giocarci anch’io… Insomma, amore mio, sai com’è? gioca e gioca attorno alla situazione, dopo un po’…”…

“Aaah!!…”…

“Per me era tranquillo, io ero abituata… e a ben vedere anche lui!… lui che subito dopo prende a masturbarsi… amore mio, che schifo! che brutto coso c’aveva in mezzo alle gambe! ’na roba mai vista!… tipo un fungo! quelli a orecchia d’elefante! piccolo piccolo giù e grosso grosso su!… e ti parla una che ne ha visti e visti…”

“immagino!”…

“Insomma, prende a godere da fare schifo, comincia a cacciare strani versi dalla bocca… mio Dio, come un porco!… non l’avrei mai fatto con uno così, giuro, amore mio, ma quello pagava davvero bene!”…

“… ti devi mica stare a giustificare con me!”…

“… ebbè, passa poco e se ne viene, il porco!, mi sbrodola tutto sul tappeto, capisci?, sul tappeto!”…

“Eh, come un porco!”…

“Ma senti qua, mica è finita!… vado a fare una doccia, e quando torno di là – ancora non ci credo –… me lo ritrovo con una melanzana tra le mani!… ma bella grossa, tipo ’na zucca!”…

“Ci avrei giurato!”…

“Mi fa uno sguardo da malato mentale… ma gli dico subito che stavolta non faccio niente, che è troppo, anche per me!”…

“Non oso immaginare come l’ha presa!?”…

“… e invece no, tesoro, perché lui, prima mi fa segno di ‘no’ con la mano, poi mi dice di sedermi e di starmene buona, ché stavolta ho solo da starlo a guardare…”…

“AH!”…

“Sì!”…

“Però una cosa gliela si deve all’avvocato… ci vuol del fegato!”…

“… ma prima un’altra striscia di coca sul tavolinetto e… fuuu! altro colpo secco, questo da rompersi il naso!… poi, altra lubrificata con l’olio d’oliva… Poi comincia, comincia a giocare con quella specie di zucca… Be’… tac! tac! e tac!… ci mette davvero niente!”…

“Ahja!!… nave in porto??”…

“Sìssì!… poi si riprende pure quel coso brutto tra le mani e se lo tira fino a… mortacci sua, mi riviene tutto sul tappeto! ”…

Bene, adesso però che ci dia un taglio con quel po’ po’ di suo bagaglio esperienziale ché, butta giù butta giù, tieni e tieni, a una certa lo stomaco ributta, rivolta!… ma ce l’ho voluta io. Comunque sia, meglio alzarsi e cambiare aria – ma mica ce la faccio con le gambe che mi van giù dalla nausea… Infine verso la banchina riesco a portarmi lo stesso e una volta lì, lascio che sia lo iodio a risvegliarmi a una realtà più naturale, così come lascio quella a raccontar altre e altre mirabili gesta agli altri due.

Di lì a breve ci congediamo, noi tre da una parte, lei dall’altra. Un incontro gradevole, tutto sommato.

Di ritorno verso casa vengo ragguagliato su tutto il resto, nei minimi particolari, e cioè sul come, per sbaragliare la concorrenza, la nostra reginetta del popolo ormai batta varie strade, tutti i fronti: Gay Village, circoli sportivi, riunioni di sindacati, riunioni di condominio… mi vien detto addirittura ch’arrivi a camuffarsi madre di non so chi nelle riunioni studentesche genitori/figli! (i sedicenni, la sua vera fissa)… ma anche stadi, cinema, caserme, bocciodromi!… Ma è in discoteca che la nostra stella farebbe bella mostra dei suoi pezzi forti, sul cubo, per tutta una gran ressa di lingue sbavanti di sotto, per tutto un grand’ondeggiare di telefoni cellulari a immortalarle il mirabile gioiello… sicché poi da lì a breve le basterebbe individuare due o tre ragazzoni giù di sotto che… “Tu! tu!… e tu!”, sarebbe prima solita dire a quelli puntandogli contro l’indice della manona destra… poi via però! li prenderebbe per il collo e… dal cubo in pineta! spupazzata e ritorno!…

Ormai s’è fatta una certa nomea, la nostra amica, Roma e dintorni, ma che dico, tutto lo stivale, tanto ben conosciuta che alcuni padri ci portano a svezzare i propri figlioli; altri, invece, dai propri figlioli (già svezzati), si fan soltanto accompagnare, chi per sfuggire la noia, chi per semplice depravazione – magari portandosi dietro qualche buon grammo di coca.

Dopo quella sera il nostro tour estivo proseguì piuttosto tranquillo, senza più troppi giri di testa; avevamo soltanto da smaltire un anno d’invivibile città e di duro lavoro, smaltirlo a massicce dosi di riposo. Anche lei, Maria, anche lei diceva d’aver lavorato duro durante l’arco dell’anno, lavorato sodo! – anche se a me, quel fatto che in soli due giorni avesse tirato su più di mille euro a marchette, mi fece ben capire che, per lei, a dispetto di noialtri, era ancora lontano il tempo del riposo, che lei ne aveva e ne aveva ancora di forze in corpo, e che, inoltre, è proprio vero che la figa non va mai in vacanza, che tira e tira, stagioni su stagioni! – tanto più se si parla di fighe da quindicimila euro e rotti… eh, ché in quei casi lì c’è pur sempre da ammortizzarne i costi!… Ma problemi, quelli d’ammortamento, che non sfioran nemmeno la nostra cara amica ché, per quanto le riguarda, c’è mica bisogno d’esser ’sti gran geni in matematica per comprendere che di quel gran passo marchettaro… a quest’ora n’è rientrata e rientrata dell’investimento iniziale, la Maria!

Poffare il cielo, quasi ci faccio un pensiero!…

Annalisa Macagnino, Senza titolo, 2014

Annalisa Macagnino, Senza titolo, 2014

 

Hot Queer Erotica. Trastulli (anal)vegetariani 1: Piatto Caldo (primo episodio)

Hot Queer Erotica. Trastulli (anal)vegetariani 2: Piatto Caldo (secondo episodio)