L’identità poliedrica di Vanille Queen

Questa mattina in sala trucco mi è venuta a trovare un’ospite che attendevo da tempo, Miss Vanille Queen.

Vanille ha accolto la proposta di interpretare la sua versione di Patty Owens, ballando per noi vestita con un pullover mannish style.

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Vanille Queen as Patty Owens by Roue De Fortune (Michele Olivieri)
Old trash with cigarettesFacebook 

Malesoulmakeup: Ciao Vanille, da tempo ammiro le foto che ti ritraggono e raccontano e ogni volta rimango incantata da quel gioco dell’apparire e non apparire. Indossare maschere e mood colorati senza necessariamente ostentare un’identità. Cosa ci diresti a proposito dell’identità di Vanielle Queen?
Vanille Queen: Vanille ha un’identità poliedrica e questo traspare anche dal suo aspetto. Ogni giorno ho l’esigenza di essere esteriormente differente da quello precedente. È una sorta di stimolante sfida con me stessa.
Tutto cominciò all’incirca quattro anni fa, e il primo passo fu trovare un nome in cui identificarmi. In realtà più che un nome vero e proprio cercavo un suono, non necessariamente sensato ma divertente e gradevole all’orecchio, che potesse essere percepito come femminile. L’idea di scegliere Vanille arrivò in concomitanza all’inaspettato regalo di un caro amico, che mi diede l’ispirazione: si trattò per l’appunto di una pianta di vaniglia.

Malesoulmakeup: Cosa è il travestitismo per te? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?
Vanille Queen: Al momento per me è un gioco: un modo ludico per dare sfogo alla creatività e un’occasione per sperimentare su me stessa. Probabilmente dietro al divertimento c’è qualcosa di più profondo che devo ancora pienamente comprendere. Forse il travestitismo è un continuo cambio d’identità che denota una ricerca di sé ancora in atto. Alcune volte l’ispirazione arriva in modi inaspettati ad esempio osservando una foto o un oggetto, oppure riguardando una sfilata o l’opera di un artista. Ci sono però degli stili che apprezzo particolarmente e da cui attingo con frequenza. Trovo irresistibile l’autoironia del kitsch e del trash, amo i costumi tradizionali dei paesi dell’Estremo Oriente, mi affascinano le iconografie di determinate religioni, adoro il 700, gli anni 20 e una delle mie icone preferite è Leigh Bowery.

Malesoulmakeup: Il travestitismo tiene sempre vivi gli entusiasmi dei giochi infantili. A quali giochi giocava da piccola Vanille Queen?
Vanille Queen: Da piccola amavo soprattutto disegnare e colorare ed i giochi che preferivo erano quelli che presupponevano un aspetto creativo e manuale. Avevo anche una Barbie ma non ci giocavo molto, mi divertivo più che altro a vestirla con qualunque cosa mi capitasse sotto mano. Crescendo gli interessi hanno iniziato a cambiare sempre più velocemente, forse ad indicare la costante voglia di cambiamento e rinnovamento che tuttora mi accompagna. Sono passata dalla passione per la natura, a quella per la fotografia, dal collezionismo di insetti a quello di minerali e poi francobolli, dall’interesse per l’arte e l’architettura a quello per la scrittura, fino ad arrivare all’attrazione per la moda ed il make-up.

Vanille Queen as Patty Owens
Makeup and Photo: Roue De Fortune (Michele Olivieri)

Malesoulmakeup: Come è la Milano di Vanille Queen?
Vanille Queen: Trovo Milano una città ricca di stimoli e al momento, nonostante sappia che il mio futuro sarà altrove, non riuscirei ad immaginarmi lontana da questo luogo che per me è sinonimo di libertà e indipendenza.
La Milano di Vanille Queen è una sorta di surreale realtà parallela che si snoda tra party e stravaganti locali. Quello che più apprezzo della città sono le sue sfaccettature: il panorama notturno, pur non essendo ampio come potrebbe sembrare, è comunque variegato e permette ad ognuno di trovare la propria dimensione ideale. È proprio questa varietà di contesti che consente alla night life milanese di essere popolata da personaggi così differenti tra loro, che contribuiscono a renderla affascinante. A Milano, a differenza dalle altre città italiane, secondo la mia esperienza, una queer person ha la possibilità di esprimersi anche durante il giorno, venendo comunque accettata e compresa, soprattutto in occasione delle fashion week o della settimana del Salone del Mobile. Chiaramente qualche critica arriva sempre, ma la creatività e la voglia di stupire anche attraverso la provocazione sono caratteristiche sempre apprezzate.

Malesoulmakeup: In un’ipotetica photogallery ricordo, quali sono i dresscode a cui sei più affezionata?
Vanille Queen: Il mio outfit preferito è sempre quello che indosserò domani: per pensare e realizzare un look impiego molto tempo, ma dopo averlo indossato questo perde tutto il suo fascino, quindi ho la necessità di dedicarmi subito al prossimo. Questa esigenza mi ha portato a sperimentare vari cambi di tendenza. Cominciai inizialmente nei panni di una classica drag queen. Poi, con il passare del tempo, iniziai ad optare per uno stile più ibrido e personale che mi rispecchiasse maggiormente, mescolando elementi maschili e femminili, e traendo ispirazione non solo dal mondo drag.

Malesoulmakeup: Il colore rosso è spesso dominante tra le tue “maschere”, come pure i capelli corti alternati a lunghezze estreme e una pelle diafana. Contrasti che ti rendono, ai miei miei occhi, una bellezza queer, oltre l’idea di rigide categorie d’immagine. Cosa significa per te essere una queer person e, in generale, cosa è per te l’universo queer?
Vanille Queen: “Queer” è un termine piuttosto vago che comprende varie categorie riferite all’orientamento sessuale e all’identità di genere, ed è proprio per questa sua vaghezza che lo amo particolarmente. La genericità di questa parola permette di trovare un’alternativa a delle rigide catalogazioni che alcune volte non si sentono totalmente proprie, di conseguenza l’universo queer è un mondo ricco di sfumature. Penso che essere una queer person significhi liberare e seguire in modo istintivo la propria natura qualunque essa sia, e ritengo che questo sia anche l’unico modo per raggiungere una personale realizzazione.

Malesoulmakeup: Recentemente sei stata la protagonista del video performance “NDE (Near Death Experience)” di Sara Cardillo. Una nuova era per Vanille? Come è nato il vostro incontro? Di che progetto di tratta?
Vanille Queen: “NDE (Near Death Experience)” è un progetto video nato al fine di indagare il rapporto spazio-temporale durante un’esperienza di premorte. Questo avviene attraverso le riprese realizzate dai vari punti di vista delle differenti persone che assistono alla scena; il progetto è poi diventato un’installazione. “NDE” è stato per me uno dei primi approcci con la videocamera, approcci che continuano tuttora attraverso varie collaborazioni: sono infatti già iniziate le registrazioni di “Cocktail with Talents”. “Cocktail wih Talents” è un format di sei puntate che ho ideato assieme a Michele Olivieri, per la web tv “Formapensiero Network”. In ognuna di queste sei puntate intervisteremo un artista avendo così modo di conoscerlo e capire meglio il suo modo di esprimersi, che può spaziare dal videomaking alla pittura, dalla performance al design fino alla fotografia.

Malesoulmakeup: Sogni per il futuro?
Vanille Queen: Nonostante nel mio caso il confine tra persona e personaggio sia molto labile, Vanille è ancora un personaggio e in quanto tale non ha sogni per il futuro, tutto quello che può desiderare lo ha già nel presente. Vanille vive con entusiasmo, leggerezza ed impulsività, alla ricerca di esperienze stimolanti e gratificanti da cui trarre nuove linfa e che la portino a godersi in primis l’oggi.

Grazie per essere stata me, Vanille.
Tua, Patty Owens.