Perché Judy Garland è l’icona gay per eccellenza?

“When you have lived the life I’ve lived,
when you have loved and suffered and been madly happy and desperately sad
– well, that’s when you realize that you’ll never be able to set it all down…
maybe you’d rather die first.”

Judy Garland

Judy Garland

Judy Garland

Il 10 giugno di novantuno anni fa nasceva quella piccola star per cui fu a ragion veduta coniato il termine di icona gay. Sempre in giugno, ma il 22, ricorrono invece i quantaquattro anni dalla morte per overdose, pochi giorni prima che con i moti di Stonewall la comunità LGBT americana segnasse il punto di partenza e di non ritorno del proprio movimento di liberazione, dando vita a quell’onda i cui effetti però ancora oggi in molti paesi tardano ad arrivare. Molti addirittura (si veda ad esempio il film Stonewall del regista britannico Nigel Finch) legano la sua morte a quella rivolta che l’ha seguita, come l’arcobaleno dopo la pioggia, e che dal 28 giugno 1969 torna a festeggiare il proprio orgoglio con un’arcobaleno sulla bandiera, Over the Rainbow, come una sorta di inno nazionale e la Garland nel cuore: una combinazione unica di vulnerabilità e forza, racchiusa in un piccolo corpo dalla stupefacente presenza scenica nonché reso immortale da un carisma magnetico.

Legato alla sua carriera artistica è anche uno dei primi, e più pubblicizzati per l’epoca, meeting della gay community: il suo concerto del 1960 al Carnegie Hall di New York. Nei campus americani dai tardi anni 40, definirsi “amici di Doroty” (il personaggio da lei interpretato ne Il Mago di Oz) era una dichiarazione di omosessualità, un modo per riconoscersi e farsi riconoscere nelle piccole comunità semiclandestine in cui ci si riuniva, ci si confrontava e supportava.

Judy Garland fu sposata per sei anni con il regista Vincente Minnelli, dalla quale unione nacque Liza Minnelli, altra indiscussa icona. Vincente la tradiva anche col giardiniere, e faceva riempire la bocca di malelingue di ogni sorta spesso ben celate tra le amicizie che si credevano più salde. Judy divorzia anche dal quarto marito Mark Herron perché questi è gay.
Tra i grandi amori della diva il biografo David Shipman, autore di Judy Garland, la vita segreta di una leggenda americana, annovera il padre, Frank Gumm, che la piccola Frances (questo il vero nome di Judy) adorava. Era anche lui omosessuale e “così spudorato”, che gli studenti della cittadina del Michigan dove viveva prendevano in giro le sue figlie adolescenti con uno scherzo crudele. Racconta ancora Shipman: “Dicevano loro che per entrare senza pagare nel cinema di sua proprietà non avevano che da compiacerlo…“. Nella già citata biografia, oltretutto, si parla di una presunta bisessualità della stessa Garland, legata ad una giovane caratterista del musical: “Erano in pochi alla Metro Goldwin Mayer a non saperlo“.

Altre indiscrezioni relative al legame tra Judy Garland e Betty Asher, addetta stampa della diva: “La loro relazione divenne più intima dopo il divorzio di Judy da David Rose, il suo primo marito. Si facevano vedere spesso in atteggiamenti romantici, solenni e intensi“. Il legame con Betty lasciò alla Garland una triste eredità: “la incoraggiò a bere”.

Sfortunata in amore, dedita all’abuso di alcool e farmaci, la sua vita tormentata diventa specchio di altre vite tormentate e in cerca di riscatto, e le sue canzoni la colonna sonora di intere generazioni di gay.

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A seguito alcune quotes tratte da sue interviste, divenute ben presto feticci da riportare sui muri di alcuni bar frequentati da gay:

Sempre meglio essere un’ottima versione di se stessi, invece di una seconda versione di qualcun altro.
Dietro ogni nube c’è un altra nube.
Non era nel mio orecchio che sussurrò, ma nel mio cuore. Non erano le mia labbra che baciò, ma la mia anima.
Posso vivere senza solidi, ma non senza amore.
Non ho mai guardato in un buco della serratura sanza trovare qualcuno che guardava dall altra parte.
Se sono una leggenda, allora perché sono così sola? Lascia che te lo tidica, le vere leggende sono tutti quelli che hanno qualcuno in giro che li ama.
Se mia figlia, Liza, vuole diventare un’attrice, farò di tutto per aiutarla.
Se devi recitare in una Soap Opera, cerca di non ottenere il ruolo peggiore.
Nel silenzio della notte ho spesso desiderato solo poche parole d’amore da un uomo, piuttosto che l’applauso di migliaia di persone.
C’è solitudine e freddo in cima… solitudine e freddo.
La mia vita, la mia carriera è stata come un ottovolante. Sono stata un enorme successo o solo un basso fallimento.
Gettiamo via tempo prezioso nei sogni, nati dalla fantasia, nutriti dall’illusione, e messi a morte dalla realtà.
Ho sempre preso ‘Il mago di Oz’ molto sul serio, sai. Credo nell’idea dell’arcobaleno. E ho trascorso la mia intera vita cercando di superarlo.