Pierrot. Invocazione a un rivoluzionario al chiaro di luna

I pierró bianchi con bottoni neri: malinconici e sensuali
Gabriele D’Annunzio

Alla Musa di tutte le muse, Pierrot.

Con affetto fraterno
Ariel von Kirsche e Patty Owens.

Pierrot de polystyrène Model: Patty Owens

Pierrot de polystyrène
Model: Patty Owens

Argentei capelli, legati sulla nuca e custoditi da una calotta nera, volto bianco rigato da una lacrima, sguardo dolce, malinconico e sensuale, camicia bianca sotto un panciotto nero: bastano a evocare le tue famose sembianze, Pierrot!

Una foto. Un’invocazione…
Spirito immortale
maschera bianco-nera
sul palcoscenico del mondo
che il tuo fragile sogno di polistirolo sia restituito alla realtà!
Non c’è trucco né inganno: la morte bussa alla tua porta.
E le tue labbra color rosso cremisi
sussurrano una poesia che si dispiega nell’intermezzo tra la vita e la morte.
Poeta lunare, abbandona la tua mestizia!
Poiché solo tu conosci il segreto della rinascita.
Dietro il tuo volto androgino bianco come la calce si nasconde uomo o donna?
Chi può saperlo? Tutto in te si unisce e si confonde.
Questa consonanza è ascritta nelle tue vesti
sublime anelito di unione degli opposti:
nero e bianco
yin e yang
femminile e maschile
tenebra e luce
negativo e positivo
male e bene…

La tua identità molteplice, liquida, sempre in evoluzione, rivelerà al mondo il segreto della tua natura. Creatura sempiterna, sei imago infinita di una rosa bianca appoggiata su uno specchio infranto; sei tutto e niente; sei nostalgia per il mondo della fiaba; sei guida nei dedali emotivi dell’animo umano.
Il tuo fascino creativo e il tuo aspetto efebico, elegante, misterioso, puro, tragico, indefinito e inafferrabile, nei secoli hanno sedotto una fiumana d’artisti. Tantissime sono le raffigurazioni e le trasformazioni originali che ti hanno ritratto.
Tu, che potevi gustare le delizie del creato, hai preferito la solitudine e la contemplazione 
ai sollazzi del mondo. Sotto i raggi lunari, all’ombra di un tiglio, sogni amori impossibili accompagnandoti con le note di una mandola.
Pierrot, Pierre, Pedrolino, Pietro, Pierino, Pierro o Piero, romantico impenitente, fievole e tenera visione onirica, che originariamente eri servo sciocco, rospo della Commedia dell’arte, sei divenuto nella pantomima francese principe lucente della poesia e della notte, innamorato patetico e sfortunato.
Ora, sul sentiero del tempo, ebbro d’amore e d’assenzio, sorreggendoti a fatica nell’aria con istrionici gesti, disperato, come un profeta nel deserto, gridi al mondo: 
vive la Révolution!