Il senso nascosto di Fortunato Calvino

ph. Renato Esposito, Pietro Juliano e Antimo Casertano in "Il senso nascosto" di Fortunato Calvino 2014

Pietro Juliano e Antimo Casertano in “Il senso nascosto” di Fortunato Calvino, ph. Renato Esposito, 2014

Dal 27 febbraio al 2 marzo 2014, presso la Sala Assoli di Napoli, andrà in scena Il senso nascosto, il nuovo spettacolo teatrale scritto e diretto dal regista e drammaturgo partenopeo Fortunato Calvino, interpretato da Pietro Juliano e Antimo Casertano, presentato da Metastudio ’89. L’allestimento si avvale delle musiche originali di Paolo Coletta, le scene di Paolo Foti, i costumi di Rosa Della Rosa e il disegno luci di Renato Esposito.

La pièce, ambientata durante le festività natalizie, in un’aura di sogno, cadenzata da un succedersi di chiaroscuri caravaggeschi e luci rosse da cinema porno, si svolge interamente nel privato di una camera da letto: zattera barcollante nel mare tempestoso della vita. Dove un vedovo in preda ai sensi di colpa, alla rabbia, al dolore e alla solitudine, consuma i suoi amplessi con un giovane mercenario, mentre intorno la vita scorre con i suoi ipocriti riti quotidiani, la vitalità, le risate e il chiacchiericcio dei vicini, che inconsapevolmente s’interpongono e scandiscono come un orologio il tempo, frantumando e attenuando in questo modo gli ardori, l’intimità e le tensioni tra i due amanti clandestini.

Pietro Juliano e Antimo Casertano in "Il senso nascosto" di Fortunato Calvino 2014

Pietro Juliano e Antimo Casertano in “Il senso nascosto” di Fortunato Calvino, ph. Renato Esposito, 2014

Su un talamo matrimoniale non si consumano solo fugaci rapporti sessuali, bensì gli stessi drammi interiori dei due protagonisti, accomunati da un’omosessualità vissuta ma – quasi o totalmente – non accettata. Gli incontri venali diventano il pretesto per fare un bilancio sulla vita, far emergere il dolore esistenziale e strappare quella maschera di apparente eterosessualità dietro cui si nasconde – per paura e vergogna – il vero sé. 

Da anni – spiega Fortunato Calvino – porto in scena tematiche che parlano del mondo LGBT, fin dal 1976 quando ero filmmaker di corti in Super8, che hanno partecipato a prestigiosi festival internazionali. È stato, poi, così naturale passare dalle immagini al palcoscenico dove ho raccontato molte storie borderline. Questo testo, oltre ad essere un viaggio nel ricordo dei due protagonisti, affronta un altro tema scottante e poco indagato, come quello dei tanti mariti che conducono una vita familiare esemplare, ma, poi, cercano il piacere in altri uomini”.

Pietro Juliano e Antimo Casertano in "Il senso nascosto" di Fortunato Calvino 2014

Pietro Juliano e Antimo Casertano in “Il senso nascosto” di Fortunato Calvino, ph. Renato Esposito, 2014

Due corpi nudi, due anime nude, due coscienze e personalità fragili, due generazioni diverse e due opposti modi di vivere la sessualità e il sentimento, di concepire la vita, si confrontano e si scontrano sull’altare dell’interiorità. Si tratta di due storie molto diverse fra loro, ma accomunate da rinunce e rabbia, sensi di colpa e mortificazione dettati dall’incapacità di vivere pienamente e liberamente il proprio “senso nascosto”.

Fortunato Calvino, che dell’impegno sociale e civile ha fatto il suo vessillo artistico, attraverso temi di scottante attualità, tra morti bianche e tabù, fa vivere allo spettatore intricati e profondi drammi scanditi dal gioco fatale di eros e thanatos, dalle contraddizioni di un mondo sempre più alienante e lacerato dai conflitti sociali e interiori, dalle vessazioni fisiche e psicologiche dettate da un profondo senso di frustrazione, dove ognuno è condannato all’inferno della propria solitudine, al freddo vissuto omologante delle convenzioni sociali, mentre il sipario dell’angoscia cala su uno dei protagonisti accompagnato dalle nostalgiche note di Nada, Ma che freddo fa (Franco Migliacci e Claudio Mattone, 1969), e da un profluvio di applausi scroscianti.

Pietro Juliano e Antimo Casertano in "Il senso nascosto" di Fortunato Calvino 2014

Pietro Juliano e Antimo Casertano in “Il senso nascosto” di Fortunato Calvino, ph. Renato Esposito, 2014