La cover punk rock di T’appartengo by Wertmüller and The Doubleues

Non dico niente, parla da sola…

Così si presentava Ambra nel lancio di T’Appartengo. Centro Palatino, Roma, Settembre 1994. Un profilo contornato da boccoli, mannish style, la telecamera di Gianni Boncompagni in vista e un perfetto lip sync che la consacrava già una queer icon.

Da Non è la Rai ad House of Bordello, il clima da crociera di Boncompagni sembra aver lasciato il segno di un amore eterno.

Nel 2013 T’appartengo svela un nuovo volto, quello di Filippo Wertmüller, frontman dei Wertmüller and The Doubleues, che ne hanno fatto una cover punk rock disponibile dal 27 settembre su iTunes, assicurandosi un quarto posto della classifica iTunes di Musica Alternativa e un 80esimo posto nella classifica generale.

T’appartengo Cover by Wertmüller and The Doubleues
iTunes FacebookTwitterYouTube

Foto Cover
Alberto Zanetti

Regia
Antonio R Muci

Etichetta
Sounday Music

Patty Owens ha intervistato Filippo Wertmüller nella sala trucco di Malesoulmakeup, dopo essersi riconosciuti come due “perfette Ambra”.

Fiorentino di nascita, Filippo vive a Milano e si divide tra la professione di Digital Marketing Manager e quella di door selector nel club milanese “Killer Plastic”, meglio conosciuto semplicemente come “Plastic”.

Malesoulmakeup: Ciao Filippo, come è nata questa cover di T’appartengo e qual è il tuo Ambra-pensiero?
Filippo Wertmüller: A 12-13 anni “Non è la Rai” era un must dei miei pomeriggi… è uno dei miei (numerosi) “guilty pleasure” dell’adolescenza. Con il personaggio di Ambra trovai una forte affinità: ironia, egocentrismo, voglia di divertire e di stare sul palco. Ci somiglia(va)mo anche per quel primo impatto un po’ da antipatici ma che, in realtà, è tipico dei timidi che finiscono per sembrare snob e solo in un secondo momento scopri essere tutt’altro tipo di persona. Altra cosa che amo di lei è che nonostante fosse la regina incontrastata, nello stesso tempo conviveva con le sue debolezze e fragilità. Non era la più sexy, non era la più brava a ballare, ma era assolutamente U.N.I.C.A. nella sua ironica irriverenza.
Sono pazzo di personaggi del genere anche in letteratura, cinema e serie tv. Grazie a un amico, Federico, suo caro amico, l’ho conosciuta davvero. Recentemente. Ogni tanto ci scriviamo o ci salutiamo tramite amici in comune: l’altro giorno mi ha anche mandato un video stupendo di auguri di Buon Compleanno. È perfettamente al corrente anche della mia “T’appartengo”. Mi sono affezionato al personaggio di Ambra in modo fortissimo all’epoca e di conseguenza anche alle sue canzoni. “T’appartengo” è sempre stata per me una canzone-manifesto, un giocattolo tutto mio per quando c’è da fare casino. Per questo progetto era il brano perfetto con cui partire. Chiunque mi conosca, nella vita privata o al Plastic, sa che quel brano è “mio”.

Malesoulmakeup: Quando ti sei avvicinato al canto?
Filippo Wertmüller: L’idea è nata molti molti anni fa. Ho sempre avuto voglia di stravolgere canzoni pop e melodiche in chiave diversa, dark, cupa. Alla fine siamo partiti con “T’appartengo” punk rock ma in futuro potrebbe essere anche qualcosa di elettronico. Il fil rouge sarà comunque lo stravolgere una realtà portandola verso un mondo opposto. Mischiare con ironia. Successivamente il progetto è rimasto in un cassetto per anni. Nel frattempo ho iniziato a lavorare come door selector al Plastic, il sabato sera, nella serata House of Bordello (5/6 anni fa), ma rispetto agli altri selezionatori del club ho avuto sempre la voglia di fare anche qualcosa sul palco. Sono sempre stato un po’ una figura a metà tra selezione e animazione e fu così che mi ritrovai a incidere col mio Mac dei pezzi che poi diventavano performance del sabato sera. È stata anche colpa di Cher. Tutto partì perché rividi dopo una vita il video di If I could turn back time, un concentrato di ironia, rock e pop. Lei lì era mitica e non ho resistito: era il pezzo da fare on stage as soon as possible! Cher, uno dei miei miti: grandiosa, geniale, quel mix bomba che mi fa impazzire. Per fare una performance più incisiva decisi che quella sarebbe stata una performance a 3. Io al centro e due ai lati (in quel caso con coreografia e outfit da marinai, come i marines del video di Cher). Simmetria triangolare. Molto mia. Modello Ambra se vogliamo. Andò benissimo. Il sabato successivo Sergio Tavelli, uno dei proprietari del Plastic e fondatore/direttore artistico di House of Bordello (praticamente il mio Boncompagni), mi disse candidamente “Ma se tu d’ora in poi facessi una canzone diversa ogni sabato?”. Io lì per lì nicchiai ma a distanza di poco tempo siamo finiti a performare ogni sabato con una cover diversa. Penso che ne avremo incise oltre 50 negli ultimi 2 anni. Di tutti i tipi. Spesso reinterpretate in chiave rock oppure pop ma con outfit molto rock. Dai pezzi delle Holes, Madonna, Britney Spears in versione metal, Blondie, la Bertè, Five, Shania Twain, Anna Oxa. Travestiti da guerrieri e chi più ne ha più ne metta.

C’è molto materiale sul nostro canale YouTube.

Malesoulmakeup: Wertmüller and The Doubleues. Cosa significa?
Filippo Wertmüller: Wertmüller è il mio soprannome. Da sempre. Perché i primi anni che andavo al Plastic, da cliente, portavo degli occhiali da vista di colori molto accesi che ricordavano quelli di Lina Wertmüller. Le Doubleues, ovvero le “W”, iniziale che è diventata il mio simbolo nel mondo notturno del Plastic, sono coloro che si sono avvicendati e che si avvicendano tuttora sul palco accanto a me. Giovanni in primis, che è stato nel gruppo fin da “If I could turn back time” (la puntata zero), Vincenzo e ora Roger. Ma anche Maddalena, Katia, Simon, Ernesto, Christian, Giulia, Penny. Il concetto di Doubleues è, comunque, un concetto più ampio per me: Patty Owens è una Doubleue, ad esempio, perché si diverte con ironia a mischiare dei mondi diversi…è una Doubleue anche chi ha il chiodo con sotto la t-shirt di Iridella, chi nell’iPod ha alla “F” Fiordaliso e alla “G” i Guns N’ Roses; chi al mattino va serioso in ufficio e la notte si trasforma e si sa divertire o chi non si vergogna di dire che segue il Festival di Sanremo. No al recitare dei personaggi stereotipati. No ad aver paura di cosa pensa la gente!

FilippoWertmüller_HouseofBordello_Plastic

Filippo Wertmüller at House of Bordello, Plastic, Milano
Ph: Enea Dettori

Malesoulmakeup: Dalle performance del sabato sera alla vendita su iTunes. Come è avvenuto il passaggio?
Filippo Wertmüller: La svolta vera è avvenuta più o meno per caso. Sapevo che il mio amico Paolo Martella, musicista e cantante, lavorava in un’etichetta indipendente (Sounday Music), ma mi ero sempre dimenticato di chiedergli se potesse mettere su iTunes un mio pezzo, così, per scherzo. Recentemente avevo inciso col Mac una versione rock di “T’appartengo” e decisi di mandarla a Paolo. Dopo averla sentita, Paolo ha organizzato un incontro con quello che sarebbe stato il mio produttore, Mauro Tondini, perché era convinto che la cosa potesse funzionare. Da lì a poco ero in sala d’incisione da Mauro per fare ex novo la mia “T’appartengo” in versione punk rock, con una band intera di musicisti coi “controcoglioni” (Eugenio Caserini, Mao Granata, Moreno “Nappo” Santagostino e Paolo stesso) e Sergio Bianchi, l’ingegnere del suono. Per me una bella novità passare dal Mac al Boombox Studio, lo studio di Mauro. Tra l’altro la convocazione in sala mi venne fissata per il 22 aprile, il compleanno di Ambra. Una delle tante coincidenze che ci sono state da quel momento in poi.

Malesoulmakeup: Cosa succederà adesso alla nuova T’Appartengo?
Filippo Wertmüller: La canzone è uscita lo scorso 27 settembre su iTunes e siamo arrivati anche in 4° posizione della classifica di musica alternativa, dove me la battevo tra i Bastille e Lana Del Rey in quei giorni, primo fra gli italiani. Anche se la musica vende poco, non me lo aspettavo. Adesso continueremo a “far girare” il pezzo, cercando di arrivare a tutti coloro che potrebbero apprezzare la cosa, in tutte le parti d’Italia. I deejay che la stanno già suonando dicono che spacca nei dance floor e stupisce tutti in positivo. Se è uscito un gran pezzo è perché chi l’ha suonata è un gran musicista. Altra cosa imminente è che siamo in dirittura d’arrivo per il videoclip, che è al momento in fase di montaggio e che uscirà a fine ottobre, firmato da Antonio R Muci, mio caro amico. Prestissimo ci espanderemo anche su digital store diversi da iTunes: Spotify, Deezer, Amazon ecc. Insomma, come diceva Tiziana Rivale: sarà quel che sarà!

Post Scriptum: ci terrei particolarmente a finire salutando e ringraziando, in ordine di apparizione, il mio “Boncompagni” Sergio Tavelli, Andrea Carlo Lonati, l’amico e musicista Paolo Martella, il produttore Mauro Tondini, il fotografo Alberto Zanetti e il regista Antonio R Muci. Ma anche i musicistissimi Eugenio Caserini, Mao Granata, Moreno “Nappo” Santagostino, l’ingegnere del suono Sergio Bianchi, le Doubleues del momento Giovanni Montuori (fedelissimo) e Roger Bi, coloro che hanno partecipato agli shooting e al videoclip ovvero Ilaria Badalotti e Mirko, Katia Gregori, Luca Ava, Anna Tallone, Simona Perrini, Simon Cuz, Sabrina MisSabry, e i protagonisti Marco Casabona e Margherita Petrucco. E tutta Sounday Music (in particolare Giorgia).

Non vi resta che andare su iTunes e comprarci se non lo avete ancora fatto.