Hot Queer Erotica. Storie di ordinaria masturbazione

La masturbazione è la prima attività sessuale dell’umanità.
Nel XIX secolo era una malattia; nel XX secolo una cura.
Thomas Szasz

Le donne non si masturbano e gli uomini si toccano per solitudine. Tabù e umorismo adolescenziale che nulla dicono di nuovo sull’atto sessuale tipico dell’era virtuale: l’autoerotismo. 

Malesoulmakeup rilegge la masturbazione in chiave queer attraverso tre brevi racconti di Corrado Premuda accompagnati da tre illustrazioni tratte da I masturbatori di Luciano Fadini.    

Un calzino

di Corrado Premuda

Voglio restare ancora a letto. Sonnecchiare.

Mi giro e rigiro senza aprire gli occhi, c’è odore di caffè nell’aria: di là la vita è già ripresa, papà starà borbottando e mamma di certo guarderà apprensiva l’orologio, ma io me ne infischio. Non sono pronto!

Tasto intorno a me con le mani e i piedi: terra di lenzuola, cuscini che formano colline, praterie di acari e piume d’oca. Sprofondo la testa nel tepore che ha prodotto il mio corpo per tutta la notte.

I rumori nel cortile e in strada sono già forti, vorrebbero fungere da richiamo, spronarmi all’azione. Che bello rigirarsi tra le lenzuola con la luce del giorno che viene a battermi sulla spalla!

Faccio finta di niente, mi rintano sotto la coperta. Solo il naso fuori, per respirare.

A quest’ora è fantastico trastullarsi, accarezzarsi, lasciarsi portare dalle fantasie mentre il sonno ancora imbambola pensieri e gesti.

Toccarsi lì è sempre un gioco da fumetti in bianco e nero. Sequenze dello storyboard più divertente: prendere da terra un calzino di spugna abbandonato la sera prima, infilarlo come un cappuccio sulla punta che ora svetta, grossa, tra le mie gambe. Odora di scarpe da ginnastica il calzino.

Poi morbidamente inizio a montare con un movimento crescente, come la panna che si sbatte per guarnire la torta di compleanno. Le mani frullano infilate nel pigiama, seguono un gesto che ho inventato tempo fa e che non mi stanco di ripetere ogni mattina. Sempre ad occhi chiusi. Dimenticando le candeline.

Questo passatempo non lo conosce nessuno. Vorrei dargli un nome, raccontare il segreto ma poi non so bene con chi parlarne e cosa dire.

Una torta di cioccolato ricoperta di panna! La soddisfazione finale è un po’ come un dolce che abbiamo a disposizione tutto per noi, una cosa da divorare e da leccarsi i baffi.

Adesso mi arriva come una scarica in testa. Vedo delle stelline, forse erano le candeline un secondo prima di essere soffiate e spente.

Sudore.

Un’abbuffata e una festa di prima mattina? È il modo migliore per affrontare la giornata: lo consiglierei in giro se ne avessi il coraggio.

Tutto torna normale in un attimo. Il calzino è bagnato. E in fretta diventerà duro, attaccaticcio. Un po’ mi spiace ma quel rotolo di cotone è troppo comodo, il compagno ideale per accogliere il mio segreto.

Caccio la testa fuori dal lenzuolo. L’aroma di caffè è svanito. Forse è meglio che mi alzi.

Luciano Fadini, "La fontaine dell'amour", 2012

Luciano Fadini, La fontaine dell’amour, 2012

Biografie degli autori

Corrado Premuda, nato a Trieste nel 1974, è scrittore e giornalista. Dopo aver lavorato per la redazione milanese del quotidiano La Repubblica, collabora con diverse testate culturali, in particolare con il quotidiano triestino Il Piccolo. È autore di numerosi racconti pubblicati su riviste, in siti Internet e antologie (edite, fra gli altri, da Newton Compton e Mobydick), nonché di tre libri di narrativa: Un racconto di frammenti (L’Autore Libri, Firenze 2000), Intrusioni (FPE Editore, Trieste 2004) e il romanzo ancora inedito in italiano Prematurità, ma già pubblicato in croato Sazrijevanje (trad. di Angela Galic, Izdanja Antibarbarus, Zagabria 2010). Premuda scrive anche testi teatrali e radiofonici, nonché saggi per cataloghi d’arte. Negli ultimi anni le ricerche di Premuda in campo artistico si sono concentrate soprattutto sulla figura di Leonor Fini (1907-1996), artista italiana d’adozione francese, dalle quali sono nati: un film-documentario (Mais où est Leonor?, Trieste 2009), conferenze, una serie di articoli, saggi e la prima e unica biografia oggi esistente in italiano ancora in cerca di editore.

Luciano Fadini, nato nel 1968 a Verolanuova (Brescia), inizia il suo percorso artistico come autodidatta nel 1991. Nello stesso anno l’artista, entrato a far parte del gruppo P.I.E. (Pronto Intervento Espressivo), prende parte a numerose performance e allestimenti teatrali ed espone la serie di quadri Ombre nella collettiva La vida es sueño. Nel 2000 Fadini si cimenta in nuovi temi pittorici: la serie Piccola Venere e il ciclo Geisha. Luciano Fadini ha partecipato attivamente a numerose mostre collettive organizzate nelle città di Milano, Roma, Catania, Torino, Pavia e Sale Marasino (Brescia). Tra le più significative vanno ricordate: Apertura, una personale a Lonato del Garda presso Palazzo Celesti; le compartecipazioni alla Triennale d’Arte di Catania (2005) e alla rassegna “La Telaccia d’Oro” (evento concomitante alle Olimpiadi invernali di Torino, 2006), dove ha ricevuto un riconoscimento speciale per la pittura. In seguito, grazie alla sua vicinanza al movimento Patafisico, viene postdiplomato nel 2007. Attualmente vive e lavora a Brescia.

Hot Queer Erotica. Storie di ordinaria masturbazione 2: Prima e dopo

Hot Queer Erotica. Storie di ordinaria masturbazione 3: Turboterapia