Lazzaretto Connection

Dove abito io è un luogo di quarantena dove Dio o chi per lui ha confinato tutti i freaks e i soggetti ad alto rischio che sfuggivano al suo controllo per limitarne l’azione in un raggio di un metro e mezzo formando così, da un’accozzaglia umana, quella che wikipedia chiama una città. Bella pensata proprio! Adesso siamo tutti qui, gomito a gomito. Gente che non si sarebbe mai scelta nemmeno per raggiungere il numero minimo di posti in pullman per andare a chiedere una grazia a Padre Pio.

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La solitudine dei piccoli centri è quel mal d’Africa che ti fa pensare sospirando ad altri mondi in cui forse ci sono simili tuoi. Perché tu con questi qui non hai proprio nulla a che vedere. Sei ET che scorre la rubrica sperando che si faccia vivo un altro marziano, un superfigo super avanti come te, in cerca di solidarietà, un club decente e torre di controllo. La solitudine dei piccoli centri è quel sentimento di ingiustizia che si prova ogni volta che apri Youtube e compare il video dell’ultima sciacquetta divenuta milionaria mentre tu sprecavi tempo a lamentarti di gente allucinante imbucatasi nella tua vita come ad un party free-bar. È quel pugno nello stomaco che si prova ad ogni sconfitta subita contro la banalità. Qui vince sempre. Tutto ciò che somiglia ad un tubino di Zara ha sempre la meglio. Non resta che cercare qualcosa di interessante sotto la crosta piccolo borghese che ricopre i marciapiedi ed i suoi abitanti dalla piega dritta e ed i mocassini ai piedi. Gente annoiata, noiosa e senza eros che prova a dare senso alla propria esistenza cercando sesso riciclato e insapore in incontri falso-impegnati inutili quanto i loro punti luce che tanto la dicono sulla loro passionalità.

Da chi abbiamo preso noi, non si sa. Noi di sangue nelle vene ne abbiamo fin troppo, tanto da far stare in fibrillazione le nostre amiche – ormai donne oneste – che approfittano dei nostri momenti di fragilità accanendosi in disperati tentativi di convertirci alla loro di parrocchia, quella delle coppie approvate da Dio finalizzate alla prosecuzione della specie o, quanto meno, alla prosecuzione delle pizze del sabato. Proprio quello di cui abbiamo bisogno mentre già siamo annoiate: pensare di dover sostenere anche il tedio di un altro cristiano spaiato. “Tedio al quadrato e una spina media per noi, grazie!”. Questo il baratto: le nostre notti insonni e agitate piene di esseri assurdi e sbagliati in cambio di un essere assurdo e sbagliato solo. Bell’affare!

È davvero dura farsi accettare. È davvero dura difendere il proprio diritto ad essere errori della natura. Prodotti con difetti di fabbricazione di quelli che prontamente vengono ritirati dal commercio e che poi finiscono sugli scaffali dei collezionisti, ad un costo centuplicato rispetto a quello di listino. Siamo rarità, ecco. Mostri di valore. Specie da proteggere come si proteggono altre bestie a rischio estinzione e a noi le bestie ci piacciono assai, più della pizza.

Che la margherita aspetti almeno finché nel bosco ci sarà un ultimo orco da cui farci sbranare.

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Freaks, 1932 ( dir. Tod Browning)