Giovanna, la papessa. Alle origini della leggenda

Prima di essere presentato al popolo, nei primi secoli dopo l’anno mille, il neoeletto pontefice della Chiesa Universale, doveva sottoporsi ad una verifica della propria virilità. “Testiculos habet et bene pendentes” (Ha i testicoli e ben pendenti) era l’annuncio, ripetuto in coro dai cardinali presenti. Il gustoso quanto improbabile aneddoto, appartiene a molta letteratura antipapista che da sempre ha accompagnato il potere del vescovo di Roma. Come tutti gli assolutismi, anche il papato ha sempre goduto di ampia critica, più o meno velata (i roghi non sono leggenda!), più o meno basata su fatti realmente accaduti (anche la vendita delle indulgenze, per dirne solo una, non è leggenda!). Non sono mai mancati gli argomenti né ai critici né agli speranzosi cristiani che, da secoli, vanno proclamando una necessaria riforma del soglio pontificio.
Immutabile da oltre 1500 anni, la figura del Papa attraversa la storia del mondo occidentale, spesso in maniera ingombrante, altre volte con tutto il peso della sua umana fallibilità, nonostante quello che proclamano i dogmi.

Tra le più famose e longeve leggende, ad uso e consumo degli antipapisti, quella di Giovanna la papessa è senza dubbio la più affascinante.

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Una storia contenuta in alcune cronache scritte da storici importanti nonché addentro agli affari della chiesa, vedi il monaco Mariano Scoto, nato nel 1028, prima benedettino nel convento di Fulda, in Germania, e poi trasferitosi a Magonza con fama di teologo e insigne matematico. Nel suo testo Cronaca Universale riferisce che nell’anno 855 una donna successe a papa Leone IV. Negli stessi anni viene redatta da Goffredo da Viterbo, altro monaco benedettino, una lista di papi e imperatori, e in questa si legge che, tra Leone IV e Benedetto III vi fu Papissa Joanna, non numeratur. La papessa Giovanna non viene cioè numerata, quindi per il cronista aveva sì una validità storica ma non canonica, essendo appunto una donna. Tracce di questa vicenda sono contenute anche in Chronographia del monaco Sigiberto di Ghembloux (1112) e in alcune lettere del domenicano Giovanni di Mailly, anche se quest’ultimo sposta l’elezione della papessa all’anno 1100. La più dettagliata versione di questa storia la ritroviamo invece in Chronicon del cardinale Martino Polono (morto nel 1278): “Dopo questo Leone (cioè Leone IV), Giovanni Anglico, nato a Magonza, fu papa 2 anni, 7 mesi e 4 giorni, morì a Roma, la sede restò vacante un mese. Costui, secondo quanto si racconta, fu femmina; ancora adolescente da suo innamorato fu condotta ad Atene, vestiva abiti maschili. Qui trasse tanto profitto nelle diverse discipline che nessuno le stava alla pari, fino al punto che qualche tempo dopo a Roma, tenendo lezioni sulle tre discipline, per discepoli ed uditori ebbe grandi maestri. Dato che nell’Urbe godè di grande reputazione, per i suoi costumi e per la sua scienza, all’unanimità fu eletta papa. Sennonché durante il papato fu resa incinta da un suo familiare (un componente della casa pontificia). Non conoscendo il tempo del parto, mentre era diretta da S.Pietro verso il Laterano, trovandosi pressata dalla folla partorì tra il Colosseo e la chiesa di S. Clemente, quindi morì e qui stesso fu sepolta“.

Giovanna la papessa

Queste fonti vengono ritenute dubbie e soggette nel tempo a manipolazioni successive, eppure la leggenda che su di esse poggia è sopravvissuta e in varia misura si è poi arricchita di dettagli incuriosendo anche autori come Boccaccio (De mulieribus claris, 1362). La figura della papessa entrò di peso anche negli arcani maggiori del mazzo dei tarocchi, che iniziarono a diffondersi tra il XII e il XIII secolo.

Papessa-tarocchi

Se, come assai probabile, la papessa Giovanna fu un frutto di fantasia, sarebbe comunque interessante accertare le suggestioni delle fonti. Non è, infatti, pensabile che una mattina un cronista medioevale si fosse svegliato e avesse deciso di punto in bianco di mettere in circolazione la voce di una femmina usurpatrice del trono di Pietro.

Il racconto della papessa Giovanna potrebbe aver avuto come ispirazione la storia di molte nobil donne che ebbero influenza sulla vita di molti papi, come amanti, concubine o parenti più prossime.
Una su tutte ha lasciato traccia del suo indiscusso potere: Marozia. Nata presumibilmente intorno all’anno 890, fu amante di papa Sergio III. Da lui avrebbe avuto un figlio di nome Giovanni, successivamente assurto al soglio pontificio con il nome di Giovanni XI. Per anni fu al centro di giochi di potere condizionando l’elezione di vescovi e di principi regnanti. Quando papa Sergio III si allontanava da Roma era lei a comandare, tanto da meritarsi, in senso dispregiativo, il soprannome di papessa. Una storia intricata, fatta anche di delitti, cospirazioni e vendette che non poca influenza ebbe sulle origini della leggenda di un papa donna.

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Fonti e breve bibliografia
F. Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medioevo, a cura di L. Trompeo, (rist. anast., Roma 1988; ed. orig. tedesca, Stuttgart 1859-72)
C. D’Onofrio, Mille anni di leggenda: una donna sul trono di Pietro, Roma 1978
P. Cammarosano, Nobili e re. L’Italia politica dell’alto Medioevo, Roma-Bari 1998
Il matrimonio e il concubinato presso il clero romano (secoli VIII-XII), in “Studi storici, XLI” (2000), 4

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