L’amore saffico di Barbara Fragogna ospite ad Art Coming Out

L’8 marzo 2013 la Metamorfosi Gallery ha inaugurato la mostra monografica Romantic Love Doesn’t Exist. I’m A Very Romantic Creature. Married Women Are Easier di Barbara Fragogna, che sarà visitabile fino al 7 aprile presso il Caffè Alle Colonne, Piazza dei Signori, Vicenza.
L’esposizione segna l’inizio della rassegna Art Coming Out, organizzata nell’ambito del Vicenza Pride 2013; “arte che esce” – l’arte visuale e il coming out.

In occasione di questa personale, Malesoulmakeup ha incontrato Barbara Fragogna – artista e curatrice di mostre – per saperne di più sull’amore saffico da lei disegnato e sullo stato dell’arte contemporanea.

barbarafragogna.weebly.com

Malesoulmakeup: In cosa consiste il tuo lavoro per Art Coming Out?
Barbara Fragogna: In mostra ci sono i 12 disegni ad una linea continua (cioè senza mai staccare la penna dal foglio) dal titolo “Romantic love doesn’t exist. I’m a very romantic creature. Married women are easier”. Sono 12 disegni ma è un lavoro unico. Sono disegni erotici lesbici. Implicite in questo lavoro sono: l’ironia, l’autoironia, una certa critica all’eterosessualità machista che vede nel rapporto lesbico solo il lato tenero e romantico (sia gli uomini che le donne eterosessuali hanno, in generale, questa visione). Ci sono dei titoli e dei sottotitoli in ogni disegno, li trovi nel mio sito. Sono delle didascalie che contrastano con l’immagine e vogliono rappresentare il fatto che (con molta ironia, non prendendosi troppo sul serio) anche noi donne quando chiediamo un semplice “Spero di vederti presto”, intendiamo l’implicazione sessuale che apparentemente non presuppone.

Barbara Fragogna
Romantic Love Doesn’t Exist. I’m A Very Romantic Creature. Married Women Are Easier.

Malesoulmakeup: L’omosessualità nelle arti visive. In quale direzione procede il tuo lavoro?
Barbara Fragogna: Questa è una domanda complessa. Io personalmente non mi considero assolutamente un’artista che lavora sulla sessualità ma più in generale sull’individuo e i suoi meccanismi sociali, relazionali, personali e psico-filosofici. Certo, essendo omosessuale e lavorando – in generale – con un’impronta autobiografica è logico che se devo rappresentare delle scene erotiche, l’abbinamento che mi sgorga spontaneo è quello lesbico, ma non ne farei uno “statement”. Non amo le definizioni di genere quando si parla di arte: arte femminile, arte omosessuale, arte chissà che… precisare il genere significa, come si sa, recludersi in una minoranza. Già trovo limitante il relativissimo fatto di essere occidentale… qui veramente ce ne sarebbe da dire.

BarbaraFragogna

Barbara Fragogna
Romantic Love Doesn’t Exist. I’m A Very Romantic Creature. Married Women Are Easier.

Malesoulmakeup: L’arte, dunque, è tendenzialmente protesa verso la Queer Culture?
Barbara Fragogna: L’artista, a mio modo di vedere, ha uno scopo sociale che è quello di educare le masse ad una visione più “umanistica” della vita. Mostrarsi nudi al pubblico vuol dire esporsi e dirsi che è possibile “essere” qualsiasi cosa: slegati dai meccanismi sociali classici che ci vogliono far credere di essere nati per lavorare, fare una famiglia, per spendere il nostro tempo in attività produttive che, tutto sommato, non ci interessano ma che ci servono per pagare l’affitto, per comperare una casa, la macchina, le solite cose. Non sto dicendo niente di nuovo ma c’è sempre bisogno di ribadire il concetto, perché la gente continua a svilupparsi in questo senso, in questa direzione (nonostante il capitalismo sia fallito da tempo a livello filosofico).
Essere “diversi” (essere artisti) significa essere queer? mah… può darsi, se essere queer implica il fatto di essere aperti, tolleranti rispetto alle differenze. Il mondo dell’arte non è più un ambiente ristretto, destinato e fruito da pochi; oramai anche l’arte è un prodotto di massa sotto alcuni aspetti, sotto altri aspetti non lo è per niente.
 È difficile dare delle definizioni perché anche gli artisti sono individui che ragionano e pensano per opposti. È un calderone irregolabile.

Malesoulmakeup: Ti occupi di arte su più fronti. Al di là della tematica omosessuale, quali sono i punti chiave del tuo lavoro?
Barbara Fragogna: Il mio lavoro è incentrato sulla ricerca di ciò che è l’individuo oggi nella società contemporanea (occidentale): come viviamo, da cosa siamo influenzati, perché reagiamo in un certo modo alla politica, alle regole sociali. Metto in discussione gli schemi imposti. Vivo per quello che sono. Considero la vita senza immaginarmi un post-mortem o degli scopi sovrannaturali astratti e non confutabili. Mi interessa dimostrare, col mio lavoro e con la mia vita, che è possibile essere ciò che si è, in modo onesto e incontaminato, oserei dire quasi “incorruttibile”.
Provengo da una famiglia operaia, come mi piace definirla, una nobile famiglia operaia che nonostante il grosso limite dei mezzi economici a disposizione, si è sempre battuta per affermare l’importanza (forse la supremazia) dell’essere umano sopra la struttura (l’essere umano ha inventato Dio quindi l’essere umano è Dio, l’essere umano si è sottomesso a Dio, l’essere umano si è scordato di essere Dio. L’essere umano è una pietra, è un animale, è un attimo nella storia della vita, è un nulla). Voglio dire che si può vivere al 100% o, almeno, si può cercare di farlo anche se non sembra facile uscire dalla comoda scatoletta in cui siamo stati accuratamente adagiati.
Il mio lavoro artistico e quello curatoriale si integrano. Lavorare alla Kunsthaus Tacheles e in altri luoghi mi ha permesso di sviluppare questi concetti.
Considero il mio lavoro molto politico sulla scia del “personale è politico”. Mi interessa molto la critica al sistema, in generale, e ultimamente mi interessa molto anche la critica al sistema dell’arte (3rd Millennium Phenomena).

Dear Gallerist,

3rd Millennium Phenomena

Che cos’è l’arte concettuale e perché se ne è stravolto il contenuto per adattarla al mercato?

Malesoulmakeup: Progetti imminenti e futuri?
Barbara Fragogna: Al momento ho un po’ messo da parte la curatela dato che il Tacheles è stato chiuso. Seguo, comunque, dei piccoli progetti. Sono molto concentrata sul mio lavoro, ho una mostra ancora in corso a Potsdam – visitabile fino al 30 marzo 2013 – e ne sto preparando un’altra ma è ancora in fase progettuale. Sto producendo.