L’Homme-Femme Savalette De Lange

Henriette-Jenny Savalette de Lange

Ci sono personaggi curiosi che, offrendosi come sensazionali esempi di travestitismo sociale, hanno popolato la storia. Personalità bizzarre in grado di attirare l’attenzione del proprio tempo con rapidità identica a quella servita a dimenticarli, come nel caso di Henrietta Savalette Jenny Lange (1786-1858).

Fu solo al momento della preparazione della sua salma per la camera mortuaria che Henrietta si rivelò essere in realtà un uomo.

L’ex direttore parigino delle poste reali durante il periodo della Restaurazione aveva vissuto tutta la sua vita come una donna, senza destare alcun sospetto, perfettamente integrata nell’alta società del suo tempo e molto corteggiata.
Testimonianze dell’epoca dipingono Mademoiselle Lange come una donna molto buona, gentile e così interessante sotto molti punti di vista, tanto da attirare diverse proposte di matrimonio a cui lei si è sempre negata con grazia, avendo cura di variare le motivazioni dei suoi rifiuti a seconda delle circostanze. Mettendo sotto una lente di ingrandimento il pur minimo difetto dello sfortunato pretendente, Henrietta trovò, ogni volta, un motivo socialmente ineccepibile: qualcuno fu accusato di essere un giocatore, un altro troppo attaccato al bere e un altro ancora è stato riconosciuto colpevole di mostrare troppa attrazione per il gentil sesso, ecc.

Un anno dopo la sua scomparsa, un editore a caccia di sensazionalismi pubblicò lettere dai suoi ammiratori e amici ed elaborò un testo in cui emerge un ritratto curioso: un “uomo-donna” descritto come una sorta di fenomeno da freak show che, per anni, ha ingannato il mondo.

Questo personaggio misterioso, avendo dalla sua parte una furbizia estrema, è riuscito a trovare un modo, usando vestiti e tratti tipici delle donne, per meglio ingannare, per quasi tre quarti secolo, molte persone anche altolocate. Prudente e cauto Egli ha stabilito relazioni con gran parte della vecchia nobiltà francese. Conti, marchesi, duchi e duchesse, principi e principesse, erano i suoi corrispondenti abituali.
Le sue relazioni con uomini illustri, tra i più vari ranghi della società, sono testimoniati da migliaia di lettere provenienti da pubblici ufficiali e discendenti di antiche famiglie!

Questa sua entratura nella nobiltà dell’epoca fece nascere persino alcune bizzarre voci circa la possibilità che in realtà Henrietta fosse niente meno che Louis Charles, nato il 27 marzo 1785, secondo figlio maschio del re di Francia Luigi XVI e di Maria Antonietta d’Austria, Duca di Normandia, re di Francia per brevissimo tempo dopo la decapitazione del padre. Bambino che molti nostalgici non credevano fosse morto durante la prigionia al Temple, ma che per motivi di personale sicurezza e certa sopravvivenza visse sotto mentite spoglie femminili.

Le sue preoccupazioni e […] sospetti sono stati spinti a tal punto che per non permettere a nessuno di avere il tempo di fare […] indagini su di lui, ha continuamente cambiato case e residenze, spesso portando sul suo volto un grande velo nero partecipando così alle lamentazioni di alcuni uomini circa la corruzione del secolo.”

Henrietta riuscì ad ingannare tutti assumendo comportamenti riservati, rinunciando ad ogni civetteria e aderendo perfettamente al clima di restaurazione dell’epoca che condannava l’avanzare di usi definiti decadenti e pericolosi per la moralità degli uomini. Fu l’incarnazione della donna perfetta come propagandata dal clima politico reazionario post napoleonico in Francia.
Cosa tuttavia spinse Henrietta a vivere nell’inganno tutta la vita resta un mistero: era attratta dagli uomini? Era un uomo travestito da donna solo per questioni socio-politiche? C’è chi ha ipotizzato anche che il suo inganno sia stato motivato dalla volontà di far dimenticare un passato di spia politica: una sorta di seconda e tranquilla vita nei panni di una morigerata e agiata signora.
La curiosità nei suoi confronti si spense presto dopo gli echi scandalistici seguiti alla pubblicazione delle sue lettere e il suo caso venne archiviato tra le curiosità di un epoca che aveva ben altri problemi da affrontare, non ultimi quelli nati dalle conclusioni del famoso Congresso di Vienna.

Henriette-Jenny Savalette de Lange

Qualcosa di lei, tuttavia, è emerso involontariamente dalle pagine di una pubblicazione che aveva esclusivi intenti scandalistici, oltrepassando i secoli. La storia di Mademoiselle Savalette De Lange è un racconto di vita quasi insignificante su uno sfondo magmatico, complesso e in continua evoluzione verso strade fino a pochi anni prima del tutto impensabili.

Henriette si dilettava nella poesia, elemento che immaginiamo le attribuisse un fascino aggiunto agli occhi di amici, corteggiatori e suoi contemporanei.

Alla Follia – Henrietta Savalette Jenny Lange

Charme des mortels et des dieux,
Folie aimable, enchanteresse,
Tu sais même embellir les jeux,
Le plaisir naît de ton ivresse;
Je me donne à toi pour toujours,
Je te préfère à la tendresse.
Répands ta gaîté sur mes jours,
Et j’aurai plus que la sagesse.
C’est en attendant ton retour,
Que les pauvres amants sommeillent;
La raison seule endort l’amour,
Ce sont les grelots qui l’éveillent.

(Fascino dei mortali e degli dei, Follia amichevole, incantevole. Sai anche abbellire gli occhi. Il piacere nasce dal saziarti di te; Io mi dono a te per sempre, Ti preferisco alla tenerezza. Riversa la tua allegria sui miei giorni, E non avrò più saggezza. È in attesa del vostro ritorno, Che i poveri amanti sonnecchiano; La ragione sola culla l’amore, Queste sono le campane che evocano.)

Le notizie per questo articolo sono tratte da: Notice Sur L’Homme-Femme Connu Sous Le Nom de Mademoiselle Savalette de Lange, Henriette-Jenny di Herail, 1859. Di questo libretto esistono anche pubblicazioni più recenti, ma solo in lingua francese.