Omoerotismo e reportage: la fotografia di Slava Mogutin

Malesoulmakeup ospita un articolo firmato Fools Journal – magazine di cultura diretto da Daniele Messina – che, a sua volta, ospita un articolo Malesoulmakeup.

Siberiano, 39enne, inizia la sua carriera come giornalista e poeta ma è costretto a lasciare la Russia dopo una condanna a 7 anni di reclusione a causa dei contenuti “scabrosi” delle sue opere: parlava apertamente di sesso, della sua omosessualità, di amore, di diritti e rivoluzioni civili. Trasferitosi a New York, in cui approdò come rifugiato politico, inizia quella che è la sua vera carriera: da fotografo e artista visivo, in bilico tra omoerotismo e reportage, tra sesso e denuncia sociale, tra surrealismo e cronaca, tra esplicita provocazione e poesia.

Stiamo parlando di Slava Mogutin, artista russo che ci ha regalato i ritratti più belli – e onesti – dei ragazzi persi, quegli stessi “ragazzi di vita” che Pasolini aveva così concretamente ritratto nella sua opera: ragazzi di periferia, ribelli, espressione di una sottocultura spesso censurata, che vivono una normalità al limite della violenza, lontani dalle ottuse categorie appartenenti alla sfera di “morale” e capaci di spingersi al limite, di vivere senza pregiudizi e paura.

Slava Mogutin

Slava Mogutin

Contestualizzando il disagio e fornendo immagini dell’alienazione tipica di chi cresce in un clima ostile, i primi due libri fotografici di Mogutin – Lost Boys e NYC Go-Go – sono insieme un pugno allo stomaco e un piacere straziante: hanno l’odore di chi osa e il rumore del coraggio, e i corpi dei ragazzi – nudi, potenti, un mezzo di espressione più forte di mille parole – ci raccontano storie estreme, crude, lontane dall’incanto e poeticamente reali.

Slava Mogutin

Slava Mogutin – NYC Go-Go
Brandon & Gio at Boysroom, 2007

Dal 2004, con il suo compagno – nonché artista – Brian Kenny, fonda SUPERM, un collettivo artistico che organizza spettacoli d’arte nei musei di mezzo mondo. E tutti i suoi successivi lavori, da Suddenly Last Summer a Wigger, ci mostrano la potente caratura artistica di Mogutin: il connubio di diverse forme artistiche – dalla fotografia alla grafica, dalla pittura alla poesia -, i richiami a grandi esponenti artistici – da Basquiat a Warhol, da Bruce LaBruce a Terry Richardson, da Marina Abramovic a Rainer Fetting -, e la sua personalissima visione dell’arte – espressione di vita, della verità che solo un corpo nudo può offrire, della battaglia al puritanesimo e alla censura.

Immergetevi nella sua opera, ed esperite la carnalità dell’esistenza, la potenza dell’intimità, il lirismo della verità.

di Daniele Messina
foolsjournals.wordpress.com