VELLUTO GRIGIO PER LA SIGNORA IN NERO: MIMSY FARMER

Mimsy Farmer in Il profumo della signora in nero (1974)

Mimsy Farmer è timida, bionda, misteriosa e delicata come una farfalla. Lontana dagli stereotipi imparruccati dell’epoca, non è “bambola settanta” ma più una talentuosa outsider che ha collezionato nella sua filmografia preziose interpretazioni. La Farmer entra nel genere con il maestro Argento che la dirige nel 1971 in Quattro mosche di velluto grigio (quasi dimenticato terzo tassello della Trilogia degli animali di Dario). Nel 1974 interpreta la tormentata Silvia in Il profumo della signora in nero di Francesco Barilli. L’anno seguente è al fianco di Ray Lovelock in Macchie solari di Armando Crispino.

Quattro mosche di velluto grigio (1971) di Dario Argento

Film maledetto, scomparso, dimenticato e fortunatamente riesumato dalle recenti edizioni dvd e blu-ray. Quattro mosche è stato per anni il parente scomodo, citato ma non conosciuto, insomma una chicca. Terzo tassello della cosiddetta Trilogia degli animali di Dario Argento composta da L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code e appunto, Quattro mosche.

Quattro mosche di velluto grigio (1971) di Dario Argento

Il profumo della signora in nero (1974) di Francesco Barilli

Qui si parla di arte. Il profumo non è semplicemente un cult movie, ma bensì un riuscito caleidoscopio di citazioni, quasi calato in un continuo brainstorming visivo, barocco. A dirigerlo è Francesco Barilli (pittore, attore, sceneggiatore e regista). Anche se la pellicola deve molto alle atmosfere del primo Polański (diciamo quello di Repulsion), la sceneggiatura è a dir poco brillante. Il profumo ci scaraventa in un intricato percorso di ricordi, sensi di colpa e sensi di sogno nei quali resta invischiata l’eterna fanciulla Silvia. Esordio di Nicola Piovani. Un film di classe, ecco.

Il profumo della signora in nero (1974) di Francesco Barilli

Macchie solari (1975) di Armando Crispino

Crispino torna al thriller con una pellicola inconsueta, in bilico tra il giallo e l’horror classico, passando per il fantastico.

Simona (Mimsy Farmer) si trova, suo malgrado, al centro di una mattanza generale che sembra essere causata dagli spasmi del sole. In una città tanto rovente da diventare irreale, le macchie solari del titolo scatenano una sorta di folle afa delirante che sfocia nel suicidio e nell’omicidio.