Think Pink Think Queer – 2

Una stoffa rosa come simbolo e decostruzione del mito reso pop e patinato, dell’intimità di un autoritratto letto come nudità. Così raccontano il loro “Think Pink Think Queer” Gonzalo Bénard, Ernesto Tomasini, Luca Crescenzi, Alex Wetter, Eros Renzetti, Chris Bauer, Giulio Bellutti e Vanille Queen.

Gonzalo Bénard

Gonzalo Bénard“The Miracle of the Roses”Saint Elisabeth of Portugal, married to the profligate King Denis of Portugal, showed great devotion at an early age, and likewise was charitable toward the poor, against the wishes of her husband. Caught one day by her husband, while carrying bread in her apron, the food was turned into roses. Since this occurred in January, King Denis reportedly had no response and let his wife continue.

Pink is not a colour in the rainbow. It is too masculine for arching over the sky along the other colours.

Self portrait coloured over black and white photograph. GBénard, 2010

 

Ernesto Tomasini Think Pink Think Queer... mostly when they don't want you to!

Ernesto Tomasini
Think Pink Think Queer… mostly when they don’t want you to!

ph: Μιχάλης Οκελίδης – paint: Franko Black

 

LucaCrescenzi BoyGeorge

Luca Crescenzi
Let it rock by Westwood + MacLaren
I was the pink sheep of the family (Boy George)

Je vois la vie en rose

Alex Wetter
Je vois la vie en rose
Edith Piaf – La vie en rose, 1946

Eros Renzetti In pittura, da anni lavoro sul concetto di teriomorfismo, in realtà, forse, senza saperlo… Dagli anni novanta, la metamorfosi tra l’animale e l’umano, è l’elemento fondante di tele e disegni che ho eseguito; l’identità mutante è il mio campo naturale di sperimentazione. La metamorfosi la mia linfa vitale. Mi esprimo spesso con l’autoritratto in fotografia e il lavoro che presento, eseguito per il blog malesoulmakeup, su invito di Andrea de Carlo, mi vede nelle sembianze di Adolf Hitler, per me icona queer.   Self-portrait as a queer icon, 2012 Giclée print, 27 x 20 cm Number Edition 1/5

Eros Renzetti 

«Dice che Hitler è l’uomo più profondamente femminile che lui abbia mai incontrato e che ci sono momenti in cui diventa quasi effeminato. Ne imita i movimenti delle molli mani bianche.» (Dal diario di Harold Nicolson, a proposito di una conversazione di Carl Burckhardt.) in Frederic Spotts, Hitler e il potere dell’estetica, Johan & Levi Editore, Monza 2012, p. 114. 

In pittura, da anni, lavoro sul concetto di teriomorfismo, in realtà, forse, senza saperlo. Dagli anni novanta, la metamorfosi tra l’animale e l’umano è l’elemento fondante di tele e disegni che ho eseguito; l’identità mutante è il mio campo naturale di sperimentazione. La metamorfosi la mia linfa vitale. Mi esprimo spesso con l’autoritratto in fotografia e il lavoro che presento, eseguito per il blog Malesoulmakeup, su invito di Andrea de Carlo, mi vede nelle sembianze di Adolf Hitler, per me icona queer. 

Self-portrait as a queer icon, 2012
Giclée print, 27 x 20 cm
Number Edition 1/5

 

Chris Bauer Drawing nude male bodies is an open and honest statement for me. It defines personality of the model and my personal intention: naturalness and attraction. Like to make a scene of sexual charisma and male attraction. Fantasy and self experiences begin to mix.

Chris Bauer
Drawing nude male bodies is an open and honest statement for me. It defines personality of the model and my personal intention: naturalness and attraction. Like to make a scene of sexual charisma and male attraction. Fantasy and self experiences begin to mix. 

“Kneeling on the beach”, 2010
40×40 cm, mixed media on canvas

 

Giulio Bellutti

Giulio Bellutti
Nulla più può ferirti, farfalla dalle ali rosa lasciata cadere, se non una goccia del tuo sangue.

ph: Francesca Galleri

 

Pink Vanille

Vanille Queen
Not a man. Not a woman. I’m just a pink thought.

ph:  Romy Arden Lanel

 

Prima parte