L’epoca che chiamavano bella

Belle époque

Belle époque

Bismarck compie ottant’anni e i francesi pensano che stia esagerando in longevità. Per i libertini di tutto il mondo andare a Parigi equivale a prendere la laurea. I sarti da uomo invocano il ritorno ai calzoni corti e alle calze di seta. Re Leopoldo del Belgio, detto Poupole, cede allo Stato una sua proprietà privata chiamata Congo; in un accesso di romanticismo avrebbe anche potuto cederla alla fida amante Oleo de Merode. II duca d’Orleans, pretendente al trono di Francia, entra a Parigi in effigie, allineandosi tra le statue di cera del museo Grevin. Alla Scala di Milano ha successo la rivista “Paris-scandale“. I fratelli Rothschild lanciano un prestito russo di quattrocento milioni, con l’interesse del tre e mezzo per cento.

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25 Giugno, Milleottocentonovantacinque.
La bicicletta è furiosamente di moda e le signorine eleganti non fanno più la passeggiata al Bois con altro mezzo; il Cake-Walk ottiene sempre maggior successo ed è scandaloso che la gente del bel mondo vada a impararlo presso un vinaio al Nouveau Cirque, prendendo lezione da autentici negri.

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L’uomo elegante si fa lavare le camicie chez Charvet e le fa stirare a Londra. I cappelli femminili sono grandissimi, firmati da Alphonsine, Virot o Georgette, e incidono fortemente sui bilanci familiari. Le dame usano la “Creme Simon” contro le rughe; il capitano Dreyfuss aspetta la revisione del suo processo, il prezzo minimo per dodici colletti da uomo è di franchi 0,75. Una donna costa tre franchi se offre tutte le garanzie; una vergine cento franchi: più una mancia alla madre. I profumi in voga si intitolano “La fleur qui meurt“, “Le bon vieux temps“, “Eau de coq”, “Eau de geranium” e li vende Guerlain in rue de la Paix. In omaggio al giovane zar e all’amicizia franco-russa e di moda la pelliccia di zibellino. Gli inventori stanno progettando il velocipede aereo. Yvette Guilbert, in partenza per Londra, dedica l’unica ora disponibile a Toulouse-Lautrec che ha espresso il desiderio di farle un ritratto.

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Il principe di Galles ha trentacinque anni e dà tono alla vita notturna di Parigi. Il Petomane intenta un processo al direttore del locale dove lavorava.
Si può ricevere a casa, gratis e in busta chiusa, il catalogo illustrativo di “articles speciaux pour l’usage intime de l’homme et de la femme“. I ministri e altri rappresentanti del popolo frequentano, assiduamente, alcuni postriboli di lusso, e talvolta vi muoiono d’infarto, sul lavoro; i nomi delle ragazze che li hanno aiutati e allietati nel trapasso sono simpaticamente resi noti. I giovani aristocratici bastonano i dreyfusardi, ma poi sposano le ereditiere ebree per pagare i debiti. Il “Figaro” fa un’inchiesta sull’opportunità per le donne di portare o meno le calze nere.
Infuria la Belle époque.

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Il dieci per mille dei parigini è affetto da tubercolosi, la percentuale degli alcolizzati non è nota. La conquista del Madagascar offre spunti agli chansonniers. Le signore di classe tradiscono il marito soltanto dalle cinque alle sette; i signori di classe tradiscono la moglie alla stessa ora. Prima e dopo, è opportuno farsi vedere al “Seylon Tea Pavilion“, rue Caumartin, dove c’è una galleria floreale e suona un’orchestra tzigana.

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Alla “Belle Jardinere” un vestito da uomo costa 9,50 franchi, un costume da velocipedista diciotto franchi. Dalle isole Marchesi, Gauguin scrive a Daniel de Monfreid chiedendogli dieci franchi, ma non li ottiene. Max Jacob, Guillaume Apollinaire, Utrillo, Picasso e Modigliani rimettono in giro una petizione per separare Montmartre dalla Francia.
Nelle buone famiglie i padri fanno in modo che i figli ventenni scoprano nei giornali la seguente inserzione: “Prudence et sureté. Presérvatifs en cautchouch dilaté, garantis incassables”.  Le eteree celebri hanno l’automobile e depauperano pubblicamente i granduchi russi. Al Moulin Rouge, prima durante e dopo il Can-Can, le ballerine sono pronte a soddisfare ogni curiosità anatomica degli spettatori. Il 28 dicembre, al Grand Café, dicono nascerà qualcosa chiamato cinema. Sarà tenuto a battesimo dai fratelli Lumière. Prezzo del biglietto un franco.

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