Maschere di carta e Amor Fou

Tre animali preistorici accompagnano quattro loro amici in sala trucco, gli Amor Fou, band indie pop italiana nata a Milano nel 2006.

Amor Fou
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Il primo album – La stagione del cannibale – è del 2007 e gli Amor Fou erano Alessandro Raina (già Casador nei Giardini di Mirò), Cesare Malfatti, Luca Saporiti e Leziero Rescigno. Nel 2009 Alessandro Raina e Leziero Rescigno incontrano Giuliano Dottori e Paolo Parego con i quali pubblicano Filemone e bauci, un EP auto prodotto, registrato a Milano in collaborazione con Raffaele Stefani. Nel 2010 esce I moralisti, che giunge secondo nelle Targhe Tenco come miglior disco dell’anno. L’ultimo lavoro, Cento giorni da oggi arriva a maggio del 2012, consacrando gli Amor Fou tra le band più interessanti del panorama indie italiano.

Malesoulmakeup: Cosa vuol dire essere una band pop nel 2012?
Amor Fou: Lo stesso che esserlo nel ’71. Scrivere grandi canzoni che arrivino a tante persone in modi diversi e indipendentemente dal livello culturale di chi le ascolta.

Malesoulmakeup: Nonostante l’ultimo album sia quasi la prosecuzione naturale dei precedenti, alcune sonorità elettroniche fanno si che Cento giorni da oggi sia un lavoro maggiormente completo. Testi che fanno riflettere e sonorità che fanno ballare. Da dove nascono queste nuove influenze?
Amor Fou: Dal nostro passato e soprattutto dalla voglia di divertirci e trarre stimoli dall’idea di fare un altro disco senza scegliere la strada più scontata.

Malesoulmakeup: Nei live ho subito notato un radicale cambio di look: jeans e t-shirt colorate al posto di giacche e cravatte. Cosa ha provocato la morte del dandy e come mai la scelta di un’immagine così marcatamente giovanile?
Amor Fou: La comodità. Fra l’altro ci siamo mai vestiti da “dandy”. Il dandy è un eccentrico, noi cercavamo semplicemente di essere coerenti con l’immaginario dei dischi che era malinconico, sofisticato, decadente ma non ha mai avuto nulla di “dandistico”. È difficile oggi definire cosa sia un’immagine giovanile, i cinquantenni in t-shirt e sneakers sono la norma da un bel po’. Comunque t-shirt così colorate non le abbiamo mai messe, se non in una foto promozionale, da cui è stato immediatamente tratto un cliché, il che è un modo abbastanza facile per evitare di parlare di musica.

Malesoulmakeup: La collaborazione con il collettivo Sterven Jonger.
Amor Fou: Più che collaborazione è stato un rapimento. Sterven ci ha addormentati con l’etere e ci siamo risvegliati in un mondo apparentemente normale, fatto di animali preistorici, pixel, mutandine, croci, droghe e maschere, quelle che ha creato per le Pussy Riot.

Malesoulmakeup: Nell’era delle playlist e del “tutto immediato”, perché scrivere La stagione del cannibale, un concept album di tre brani sulle vicende di due ex amanti nel giorno della strage di Piazza Fontana?
Amor Fou: Per fare gli sboroni ovviamente!

Malesoulmakeup: Quanto ti è servito il periodo di militanza nei Giardini di Mirò?
Amor Fou: Tanto, soprattutto per rendermi antipatico alla scena indie italiana. Scherzo. Mi ha fatto capire i miei limiti e al contempo la possibilità di esprimersi anche senza avere alle spalle una gavetta solida o una preparazione. Ma è stato tutto molto intenso e movimentato; tante cose le ho capite solo di recente.

Malesoulmakeup: Quanto la professione di giornalista ha influenzato i contenuti e le modalità di scrittura dei testi?
Amor Fou: Troppo.

Malesoulmakeup: Quanto c’è di Alessandro Raina nelle canzoni degli Amor Fou e che apporto danno gli altri membri del gruppo?
Amor Fou: Molto. A volte troppo. A volte forse troppo poco. Una band nel vero senso del termine non lo siamo mai stati, fin dall’inizio. Con I moralisti abbiamo provato ad esserlo senza andare fino in fondo. Nel tour di Cento giorni da oggi lo siamo diventati, avendo finalmente modo di capire se ci interessa esserlo.

Malesoulmakeup: In Goodbye Lenin si ripete un “così tanto per”. Spiegatemene la filosofia.
Amor Fou: Esigenze metriche e incrostazioni baustelliane. È un pezzo vecchio, che a posteriori non avrei messo nel disco, ma di cui mi sono riinnamorato nella versione live.

Malesoulmakeup: … e voi cosa ascoltate?
Amor Fou: Noi in quanto band ascoltiamo quello che Michele, il nostro nuovo tastierista dj, ci piazza a bomba in furgone tornando in albergo dopo ogni concerto. In genere lo odio per questo, perché sono completamente rimbambito da due ore di in ear monitor. Comunque roba buona molto ritmata. Alt j, Deus, Death Grips, David Lynch, Joakim, Phonat, Robyn, Battiato, Siriusmo…

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