Mina canta Patty Owens

Patty Owens: Pronto, Mina?
Mina: Ciao Patty, vorrei cantare di te.
Patty Owens: Cantami.

Mina canta di donne scritte da uomini. Mina scompare e riappare con un’immagine ogni volta più queer, più Patty Owens. Un sogno travestito da donna.

Androgina, senza sopracciglia e mai più tridimensionale, Mina è uno stupefacente sonoro.
Mina suona nelle radio delle parrucchiere, nei cd dei travestiti, nelle lacrime dei coming out, nei salotti dei gender queer, nei ricordi delle mamme e nel diario di Patty Owens.

Patty posava per se stessa, per la sua vanità di fronte ad uno specchio triangolare. Incarnava l’animo della più iniziatica cantante queer ed io la guadavo attraverso la mia pasta vitrea, dentro i miei occhi, a destra del mio cuore. La necessità di bloccare come in una polaroid quelle tensioni da donna si fece vocazione nel mio animo di porcellana. Sul mio taccuino tracciai le parole confuse di una forse bambina, di un ragazzino nel suo primo bacio gay, di un uomo che perdeva il suo compagno a Natale (“Frammenti di Mina”, didascalie da leggere e ascoltare, by Louise Owens).

Queer Editorial: “Mina canta Patty Owens”
Photography: Francesco Paolo Catalano
Written by: Louise Owens
Model: Patty Owens
Voice: Valeria Gianfalla

Scritto da Francesco Paolo Catalano & Louise Owens
“Mina canta Patty” è ospitato anche nel blog the pink snout – nuovo disordine mondiale