Finché morte non ci separi. L’amore hollywoodiano tra Don Bachardy e Christopher Isherwood

Il profondo e duraturo legame sentimentale che legò il pittore Don Bachardy (nato nel 1934) allo scrittore Christopher William Bradshaw Isherwood (1904-1986) può essere sicuramente annoverato tra le più celebri e affascinanti storie d’amore omosessuali del XX secolo.

Bachardy & Isherwood

La loro relazione divenne famosa per una serie di motivi: l’omosessualità vissuta apertamente nell’omofobica società americana degli anni Cinquanta; l’eccezionale solidità e durata del rapporto, conclusosi soltanto con la scomparsa di Isherwood nel 1986; lo scalpore che suscitò all’epoca la notevole differenza di età.

David Hockney, Don Bachardy & Christopher Isherwood, 1968

Il fatto che Bachardy fosse di trent’anni più giovane di Isherwood destò grande risonanza nell’opinione pubblica, poiché era visto – a detta dello stesso pittore – come una sorta di figlio-prostituto del famoso romanziere (The First Couple: Don Bachardy and Christopher Isherwood, by Armistead Maupin, The Village Voice, V. 30, N. 16, 2 luglio 1985). A tal proposito, lo stesso Bachardy racconta in un’intervista:

avevo diciotto anni, Chris ne aveva quarantotto. Dovette lasciare la sua casa perché i proprietari, amici stretti, si sentivano a disagio a causa della nostra differenza di età, palesemente accentuata dal mio aspetto fanciullesco. Chris aveva altri amici che disapprovavano, e a causa mia ruppe anche con loro (Cit. in Considering Don Bachardy on his 78th birthday).

Donald Bachardy by Van Vechten

Tra questi vi era Evelyn Hooker (una psicologa divenuta famosa negli anni Cinquanta per aver dimostrato con le sue ricerche che l’omosessualità non è una malattia mentale), la quale chiese a Isherwood di lasciare il cottage degli ospiti nel momento in cui iniziò la sua convivenza con Bachardy.

Don Bachardy and Christopher Isherwood, by Florence Homolka, 1962

Questa storia d’amore è diventata oggetto di numerosi libri e documentari. Uno dei più recenti risale al 2008, Chris & Don: A Love Story (prodotto da Zeitgeist), girato da Tina Mascara e Guido Santi. In questo film-documentario Bachardy, intervistato nel corso dello stesso anno nove volte, racconta le sfide e gli ostacoli che insieme al compagno dovette fronteggiare, facendo i conti non solo con l’omofobia e i pregiudizi del tempo, ma anche con l’esclusione dalla politica e dalla società in generale, dettata dal maccartismo imperante in quegli anni.  

Quello che ha intrigato i registi non è solo la singolare storia d’amore tra Bachardy e Isherwood, ma anche la figura stessa del pittore e la sua crescita umana e professionale all’ombra – talvolta asfissiante – della fama letteraria del compagno. Bachardy è, infatti, un artista il cui nome e la cui vita sono oramai indissolubilmente identificati con il famoso romanziere e memorialista Isherwood, che lo incontrò nel 1953 sulla spiaggia di Santa Monica, spiaggia che il giovane era solito frequentare insieme al fratello maggiore Ted.

Più tardi, in un’intervista, lo stesso Bachardy dichiarerà: In un primo momento Chris era attratto da Ted. Ma Ted era uno schizofrenico maniaco-depressivo. Durante il suo terzo crollo ero angosciato, capii che non potevo più contare su di lui. Chris si dispiacque per me, ma era così bravo a tirarmi su di morale che nacque tra noi un legame speciale (Cit. in Ibidem)

Bachardy & Isherwood

La loro storia d’amore venne ufficializzata il giorno di San Valentino: da allora Isherwood diventò per Bachardy il suo amante e mentore fino alla fine. In quegli anni il pittore era uno studente dell’UCLA (University of California, Los Angeles) quando incontrò Isherwood.

Eravamo profondamente legati mentre andavo al college e alla scuola d’arte. Decisi, volli diventare un pittore, e Chris mi incoraggiò sin da subito (Cit. in Ibidem).

Isherwood sostenne il talento di Bachardy, stimolando le sue doti pittoriche; non a caso nel 1960 il romanziere nei suoi diari scrisse: Don si preoccupa più di chiunque altro. Impone a se stesso di fare di più, chiede, si interessa più del necessario in tutto ciò che fa e si imbatte. È così disperatamente vivo (Cit. in Ibidem).

Bachardy & Isherwood

Ben presto Bachardy divenne un acclamato artista internazionale non solo grazie all’influenza e alla fama del suo compagno, bensì grazie al suo talento che lo portò al successo, come si evince dalle sue frequenti mostre personali e dalla presenza dei suoi lavori in molte prestigiose collezioni museali e private.
Il pittore americano ha sempre riconosciuto che l’incoraggiamento e il supporto di Isherwood – il più frequente soggetto di suoi dipinti e disegni – è stato determinante per farlo diventare un artista a tempo pieno.

Bachardy

Tra i due nacque un sodalizio artistico alquanto proficuo. Bachardy ha illustrato alcuni ritratti e disegni del compagno, diventando, dal canto suo, fonte d’ispirazione per molte opere di Isherwood (basti pensare al romanzo dal titolo Un uomo solo (trad. it. di Dario Villa, Guanda, Milano 1981), in cui lo scrittore racconta, sia pure trasfigurando e cambiando i dettagli, il suo primo incontro con il pittore).

Bachardy & Isherwood

La fama di Isherwood come scrittore e i suoi contatti nell’industria del cinema aprirono a Bachardy le porte dorate di Hollywood, facendogli conoscere e frequentare personalità come Garbo, Maugham, Auden, Spender, Gerald Heard, Krishnamurti e Swami Prabhavananda. La sua fama di ritrattista crebbe e numerosi furono i ritratti che gli vennero commissionati da molte celebrità del cinema: Fred Astaire, Bette Davis, Montgomery Clift, Myrna Loy, Ginger Rogers, Anaïs Nin, Gore Vidal, Jane Fonda, Katharine Hepburn, James Merrill, Ellsworth Kelly, Robert Mapplethorpe, Aldous Huxley e molti altri ancora.

Bachardy e Isherwood vissero a Santa Monica, trascorrendo un vita apparentemente invidiabile, dove ospitavano nella loro casa importanti personalità del mondo dell’arte, della letteratura e del cinema.

Don Bachardy & Marilyn Monroe

Con il passare degli anni la differenza di età, però, si fece sentire. A influire fu soprattutto la mancanza di esperienza di Bachardy. Lo stesso pittore ha spiegato il motivo della crisi che li portò per un breve periodo alla separazione:

Chris ha sempre avuto amici di sesso al di fuori della nostra relazione, egli doveva essere franco con me riguardo alle sue avventure sessuali negli anni precedenti la nostra conoscenza. Prima di Chris avevo pochissima esperienza sessuale, iniziavo svantaggiato. Glielo dissi, fu ingiusto negarmi la libertà di cui egli aveva goduto. Di solito ero discreto con le mie avventure, ma so che ne era tormentato. Siamo stati una coppia in anni davvero difficili, nel 1963. Considerai l’idea di lasciarlo. Ci separammo per alcuni mesi (Cit. in Ibidem) .

La tristezza, la paura della perdita dell’amato e della morte in solitudine spinse Isherwood a scrivere un breve romanzo dal titolo ironico Un uomo solo, in cui un professore inglese inaspettatamente perde il suo giovane amore in un incidente automobilistico.

Nel 2009 Tom Ford, con la collaborazione dello stesso Bachardy, ha esordito nella regia con l’adattamento di questo romanzo per il grande schermo. Ford, profondamente colpito dall’onestà e semplicità della storia, ha dichiarato:

Ora che ho quasi cinquant’anni, il libro risuona in me in un modo completamente diverso. È una storia profondamente spirituale su un giorno della vita di un uomo che non riesce a vedere il proprio futuro. È un racconto universale su cosa significa affrontare l’isolamento che proviamo tutti e sull’importanza di vivere nel presente e comprendere che le piccole cose della vita sono in realtà le grandi cose della vita (Cit. da Wikipedia).

La loro unione riuscì a superare la crisi del 1963. Proprio grazie a questo allontanamento e alle sue esperienze sessuali con altri uomini, Bachardy comprese quanto in realtà fosse profondo e speciale il suo legame con Isherwood: Chris mi concesse la libertà di avere rapporti sessuali con altri uomini, ma il paragone favoriva Chris. Vidi chiaramente quale grande tesoro avevo trovato in lui (Cit. in Considering Don Bachardy on his 78th birthday).
Un legame speciale contraccambiato anche da Isherwood, il quale nei suoi diari 
scrisseNutro uno speciale tipo di amore per Don […] a un livello molto profondo, sotto i nomi per le cose o le loro apparenze […] Vi è una brillante, grande sincerità riguardo al suo viso da topo con i suoi occhi, i denti larghi e la folta, irta spazzola, che colpisce chiunque lo guardi. Se si potesse ancora essere così a quarant’anni, uno sarebbe un santo (Cit. in White Crane – Gay Culture & Wisdom, Interview with Don Bachardy)

Bachardy & Isherwood

Dopo la riconciliazione, Bachardy restò accanto al compagno fino alla fine, sostenendolo durante la malattia. Isherwood, ammalatosi di cancro alla prostata, muore a Santa Monica all’età di ottantauno anni. Il suo corpo è stato donato alla scienza per fini di ricerca.

Il documentario di Mascara e Santi termina con molte scene di Isherwood morente, mentre posa per una serie di ritratti del suo partner. Bachardy racconta della tragica fine del compagno: Verso la fine Chris era alquanto terrorizzato. Ma aveva posato così spesso negli anni e sapevo che questo era qualcosa che potevamo ancora fare insieme. Ogni giorno potevo stargli per ore accanto, senza sosta, in modo profondo (Cit. in Considering Don Bachardy on his 78th birthday).

Bachardy terminò l’ultima serie di ritratti dedicata a Isherwood quando lo scrittore era già morto, ma il pittore restò da solo con il corpo fino alla fine del lavoro.

In your eyes Isherwood a few years before he died
Don Bachardy

Nel 2010 l’adattamento televisivo dell’autobiografia di Isherwood dal titolo Christopher and His Kind (pubblicata in Italia, con il titolo Christopher e il suo mondo, SE, Milano 2001) è stata adattata da Geoffrey Sax per la BBC, con la partecipazione di Matt Smith nella parte di Isherwood. Questo film-documentario è stato trasmesso in Francia e in Germania su “Art channel” nel febbraio 2011, e da UK e BBC 2 il mese successivo.   

Bachardy vive da cinquant’anni nella sua casa di Santa Monica, dove lavora ogni giorno con passione e la perseveranza di un giovane. Egli è uno dei pochi artisti che dipinge dal vivo, non usa fotografie né si avvale della memoria. Solo quando il modello lascia la stanza, egli ripone il pennello: Quanto è eccitante lavorare con una persona e avere tutti gli spunti, tutte le vibrazioni e l’aura di una personalità viva. Come puoi farlo con una fotografia? (Cit. in Ibidem)
Uno dei suoi recenti lavori più importanti è il ritratto del governatore della California Jerry Brown, conservato nello State Capitol Museum.

Official portrait of Jerry Brown as Governor of California, from the California State Capitol Museum. Painted by Don Bachardy.

Oltre alla ritrattistica, celebri sono anche i suoi nudi maschili.

Bachardy

Bachardy

Nel 2005 l’arte di Bachardy è stata oggetto di un breve film diretto da Terry Sanders, The Eyes of Don Bachardy (Gli occhi di Don Bachardy).

Bachardy Self Portrait with the portrait of Isherwood

Bachardy ha studiato al Chouinard Art Institute di Los Angeles e alla Slade School of Fine Art di Londra. La sua prima personale ebbe luogo nel 1961 alla Redfern Gallery di Londra. Da allora seguirono molte personali a Los Angeles, San Francisco, Seattle, Houston e New York. Il suo lavoro risiede in collezioni permanenti al Metropolitan Museum of Art di New York, nel M.H. de Young Museum of Art in San Francisco, la University of Texas, Henry E. Huntington Library e alla Art Gallery di San Marino, California, l’Università della California di Los Angeles, il Fogg Art Museum dell’Università di Harvard, L’Università di Princeton, alla Smithsonian Institution e alla National Portrait Gallery di Londra.

Alcuni quadri di Bachardy si trovano nell’archivio 1945-1980 del Museo dedicato alle arti e alla cultura queer di Los Angeles. Il museo ha come scopo quello di esplorare il rapporto tra le pratiche artistiche e le storia della comunità LGBTQ, attraverso i lavori di artisti omosessuali, attivisti, film-maker e leader della comunità che hanno vissuto e lavorato a Los Angeles tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e la liberazione Gay degli anni Settanta.