La prima transessuale del secolo scorso: Christine Jorgensen

… e questa è l’ultima, fino a nuovo ordine, trasformazione di un soldato americano. Si cede il posto alle donne e Christine Jorgensen è ormai donna anzi, la donna del secolo (Archivio Storico Luce).

Così viene presentata Christine Jorgensen al lido di Venezia il 9 settembre 1954, in occasione della settimana Incom in cui si eleggerà  “Miss Italia” e Miss Cinema”, all’interno del XV Festival del Cinema di Venezia.

Christine Jorgensen al Festival del Cinema di Venezia, 1954
Descrizione sequenza: l’attrice Cristina Joergensen scende le scale dell’albergo e si siede ad un tavolino di un bar.

Christine Jorgensen (Bronx, New York, 30 maggio 1926 – San Clemente, 3 maggio 1989) è stata la prima transessuale americana ad aver reso pubblica la sua riassegnazione chirurgica del sesso avvenuta nel 1952 (The world’s first sex reassignment surgery celebrity).

George Jorgensen, Jr., prima studente di fotografia e poi al servizio dell’esercito americano, dopo due anni dal congedo militare, a 26 anni, è diventata Christine, portavoce della visibilità delle persone transgender e divenuta un personaggio pubblico per il suo attivismo a favore dei diritti delle transessuali.
Eletta donna dell’anno nel 1953,  Mrs Jorgensen ha educato gli Stati Uniti d’America alle tematiche su sesso e genere.

Avvicinatasi alle prime cure ormonali grazie al supporto dell’amico medico Giuseppe Angelo, Christine Jorgensen ha successivamente incontrato a Copenaghen l’endocrinologo danese Christian Hamburger, per poi iniziare una terapia più avanzata e una prima di una serie di operazioni chirurgiche in Danimarca. Nel 1952, ritornata negli Stati Uniti, si è sottoposta alla vaginoplastica sotto la direzione del Dott. Angelo e del più noto Harry Benjamin.

Nel 1953 la stampa newyorkese riportava titoli quali “Ex-GI becomes blonde beauty” e, intanto, la legge ostacolava il suo matrimonio giuridico con il fidanzato Harry Knox.

I mass media hanno spesso giocato sulla sua storia e frequenti sono state delle interviste nei talk-show dell’epoca incentrate su una stupida ironia televisiva che ha evidenziato l’eleganza e la diplomazia di Christine. Memorabile l’episodio in cui, ospite in una puntata di The Dick Cavett Show, Christine si è allontanata dalla scena per essere stata schernita con una domanda sulla sua vita privata con “il suo moglie”. 

Elegante e aggraziata, Christine Jorgensen, divenuta una reginetta della tv e della radio, si è cimentata come attrice e ballerina, ispirandosi a Marlene Dietrich, Talullah Bankhead e Doris Day. Molti artisti dell’epoca sono stati prima suoi fan e poi suoi amici, fino alla sua morte nel 1989 per cancro.

I had given the sexual revolution a good swift kick in the pants
(Christine Jorgensen, 1989)

George William Jorgensen, Jr & Christine Jorgensen
Image is copyright Bettman/CORBIS and courtesy of celeblists.com

Christine Jorgensen & George William Jorgensen, Jr

Christine Jorgensen & George William Jorgensen, Jr

Christine Jorgensen on the cover of Christine Jorgensen Reveals (1958)

Nei primi anni 50 il cantante calypso “The Charmer” (Louis Farrakhan) le ha dedicato la hit Is She Is or Is She Ain’t Christine Jorgenson?

Christine Jorgensen

Christine Jorgensen

Christine Jorgensen, 1953

Christine Jorgensen Returning from Cuba

Christine Jorgensen, Woman of the Year, 1953

Christine Jorgensen

Christine Jorgensen

Christine Jorgensen, 1962

John Hansen, Timmy the Chimp and Christine Jorgensen

Nel 1970 la sua biografia è diventata un film, The Christine Jorgensen Story, tradotto in italiano come Il primo uomo diventato donna (La vera storia di Christine Jorgensen), per la regia di Irving Rapperen e interpretato da John Hansen, Joan Tompkins, Quinn Redeker e John W. Holmes.

The Christine Jorgensen Story (1970)
directed by Irving Rapperen
Cast: John Hansen, Joan Tompkins, Quinn Redeker, John W. Holmes

Il primo uomo diventato donna
(La vera storia di Christine Jorgensen)

The Christine Jorgensen Story

Fonti
The Trans Women’s Anti-Violence Project – transfeminism.tumblr.com
Un ringraziamento speciale a Giovanbattista Brambilla e al gruppo Camp in facebook