Scuola e infanzia queer

Internazionale
14 – 20 settembre 2012

Sabato 15 settembre 2012 – Queer Alert

L’Internazionale di questa settimana pone una domanda di psicologia infantile necessaria dato che non è mai stata ancora considerata come retorica: Che male c’è se un bambino si veste da femmina?

Nessun male. I bambini, come gli adulti, necessitano di scelte, di tutte quelle possibili, anche vestimentarie e ludiche.

Recente è la notizia di educazione queer incentrata sulla decostruzione degli stereotipi legati ai ruoli sociali di genere che sta coinvolgendo educatori, bambini prescolari e le famiglie, per un progetto di educazione e rieducazione sessuale con lo scopo di formare adulti meno violenti e meno ignoranti.

A Saint-Ouen, in Francia, esiste una scuola materna in cui i bambini possono giocare con bambole e le bambine con i lego e le macchinine, e viceversa. Un “esperimento” di cultura di genere attraverso un monitoraggio sulla sessualizzazione dei giocattoli estesa anche all’osservazione della cominucazione e dei modelli culturali tramite cui ci si rapporta ai bambini e alle bambine. Un progetto che parte dal sistema scolastico materno esistente già in Svezia. Tra le regole culturali queer da seguire: fare gli stessi complimenti a tutti e, se non lo fanno spontaneamente, esortare i bambini a giocare con tutti i giochi, per offrire loro la possibilità di scegliere.

La lotta contro gli stereotipi sessuali non è qualcosa che si vede. Non si vede ma è un processo lungo e delicato che necessita di riflessioni e piccole trasformazioni (Haude Constantin, la direttrice della scuola materna Bourdarias).

All’inizio eravamo sorpresi. Non capivamo bene che cosa c’entrasse il sessismo con dei bimbi di meno di tre anni. Poi ci siamo resi conto che noi stessi perpetravamo dei cliché. Nostro figlio era un ometto, forte e coraggioso. Mai gli avremmo detto: ‘”sei carino” (Arnaud, 43 anni, papà).

Malesoulmakeup consiglia la visione del film belga La mia vita in rosa (1997) e di appuntare a penna tutti i modi di dire e i comportamenti che abitualmente creano un netto binarismo tra gli uomini e le donne.

La mia vita in rosa, Alain Berliner (1997)

fonte: ansa.it