Legalize Love: due campagne a sostegno dell’amore

Legalize Love è il nome di due campagne di sensibilizzazione che ultimamente hanno avuto grande risonanza in Internet. La prima è quella che è stata lanciata dal popolare motore di ricerca Google, con l’obiettivo di sostenere le pari opportunità dei dipendenti omosessuali e transgender; la seconda, invece, è un’iniziativa dell’azienda americana produttrice di t-shirt GoodIdeasforGoodCauses.com, ispirata dalla recente presa di posizione del presidente uscente degli USA Barack Obama in favore dei matrimoni omosessuali.

Legalize Love – Google

L’azienda Mountain View che gestisce il motore di ricerca più consultato al mondo, ossia Google, ha lanciato, durante l’ultimo Global LGBT Workplace Summit di Londra, una campagna di sensibilizzazione sociale con lo scopo di esercitare una pressione politica su tutte quelle nazioni che prevedono ancora leggi discriminanti la comunità LGBTQI.

La campagna è stata lanciata ufficialmente lo scorso 7 luglio 2012 in due Stati con tendenze fortemente omofobiche: in Polonia e a Singapore. L’obiettivo del colosso, così come riferito dal dirigente Mark Palmer-Edgecumbe, è chiaro:

Vogliamo che i nostri dipendenti gay, lesbiche o transgender godano della stessa esperienza sia in ufficio sia fuori dall’ufficio. È ovviamente un lavoro molto ambizioso. […] Singapore vuole essere un centro finanziario globale e un leader mondiale e noi possiamo fare pressioni sul fatto che un centro globale e un leader mondiale debba trattare le persone tutte allo stesso modo, indifferentemente dal loro orientamento sessuale [cit. da Anna Peirano, Google wants the world to “Legalize Love”, Dot429.com]

Come si evince dalle parole di Palmer-Edgecumbe, l’intento principale di Google è quello di estendere questo progetto in tutti quei paesi dove l’azienda ha aperto i suoi uffici, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi sull’importanza di norme che salvaguardino i diritti civili e umani degli omosessuali. Inoltre, il passo successivo sarà quello di diffondere la stessa campagna di sensibilizzazione anche in tutte quelle nazioni – come nel caso dell’Italia – che, pur non essendo costituzionalmente omofobiche, ancora stentano ad approvare provvedimenti per la tutela di diritti e doveri della comunità LGBTQI.

Dietro questo progetto ambizioso non ci sono solo inclinazioni filantropiche – per altro già note, basti pensare allo stesso motto aziendale “Don’t be evil” (‘Non essere cattivo’) -, ma anche questioni di carattere puramente logistico. Infatti, tra i dipendenti di Google non mancano certo gli omosessuali, per cui spostare un dipendente gay o transgender in un paese che discrimina sul lavoro ancora l’omosessualità, potrebbe risultare un problema per gli affari dell’azienda.

Non è la prima volta che Google sostiene la difesa di gay, lesbiche e transgender: oltre a vietare ogni forma di intolleranza all’interno delle proprie strutture, ha partecipato alla campagna contro il bullismo omofobo dal titolo It Gets Better (‘Va meglio’), nonché lo scorso San Valentino ha lanciato un video sull’amore universale:

Questo è un percorso che stanno seguendo anche altre grandi aziende USA come Apple, Microsoft e Facebook. Basti pensare che da qualche tempo su Facebook, dopo il matrimonio gay di uno dei cofondatori, Chris Huges, è possibile indicare il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso con un’apposita icona raffigurante due sposi o due spose. 

Chris Huges e Sean Eldridge

due emoticon di Facebook raffiguranti una coppia gay e una lesbo

Le associazioni LGBTQI di tutto il mondo sono entusiaste per l’iniziativa di Google. Questa infatti, facendo presa su diverse generazioni – soprattutto giovani -, ha la possibilità di diffondere la cultura della tolleranza con velocità impensabile rispetto ai tradizionali canali di comunicazione. 

Legalize Love – USA

La più recente campagna di sensibilizzazione Legalize Love è stata ispirata dalle dichiarazioni di Barack Obama, che ha rilasciato nel corso di un’intervista televisiva (durante il programma Good Morning America della ABC), a favore dei matrimoni gay. Sul sito, infatti, per la promozione e raccolta fondi della campagna elettorale di Obama, è comparsa la sezione “Lgbt Americans for Obama” dove si vendono dalle tutine per neonati con la scritta “My Two Dads Support Obama” (‘I miei due papà appoggiano Obama’) alle magliette con la frase “I’m Out For Obama” (‘Io sono per Obama’). Ci sono anche le t-shirt sulle quali si legge «DADT Repealed 12.20.2010», dove DADT è l’acronimo di “Don’t Ask, Don’t Tell” (‘Non chiedere, non dire’): il divieto, abolito due anni fa, per i gay statunitensi di rivelare il proprio orientamento sessuale durante il servizio nelle forze armate.

I do support marriage equality

L’iniziativa di LegalizeLove.com è stata lanciata dall’azienda “Good Ideas for Good Causes” di Luke Montgomery che raccoglie fondi a sostegno della solidarietà attraverso la vendita di magliette e altri gadget in tutto il mondo. Il loro obiettivo è chiaro:

Riteniamo che le prossime elezioni siano la nostra opportunità per supportare il matrimonio gay negli Stati Uniti d’America. Avere un presidente che crede nei diritti umani è un’opportunità per cambiare le leggi – e i cuori – di vari settori del nostro paese. Approfittiamo di questo momento. Facciamo la storia [vd. http://legalizelove.com/about].

Per pubblicizzare il sito è stato pubblicato un video che ha riscosso grande successo in Rete. In esso appaiono sorridenti coppie gay in abiti nuziali, con figli, le quali lanciano il loro appello in favore delle unioni tra persone dello stesso sesso, mentre in sottofondo si sentono le parole del presidente Obama:

Quando penso ai membri del mio staff che hanno relazioni omosessuali monogame, che crescono i bambini con i loro partner, quando penso a quei soldati, avieri, marinai o marines che sono là fuori e combattono sotto il mio ordine e che si sentono messi in un angolo, anche ora che il Don’t Ask, Don’t Tell è finito, perché non possono unirsi in matrimonio, a un certo punto, sono giunto alla conclusione che per me è importante sostenere che anche le coppie omosessuali siano in grado di sposarsi [cit. da LezPop, Obama sostiene i matrimoni gay].

Sicuramente questo vuol essere da parte della comunità LGBTQI un modo per esprimere la propria gratitudine al presidente uscente,  anche se come ci tengono a precisare gli organizzatori:

Siamo un movimento indipendente per le pari opportunità, non affiliato, approvato o sponsorizzato da Obama for America (ma speriamo che essi amino il nostro video e il nostro sostegno!) È possibile visitare il sito ufficiale della campagna Obama 2012 e partecipare qui: BarackObama.com [vd. http://legalizelove.com/about].

Sebbene il gruppo non sia legato alla campagna elettorale di Obama, utilizza però alcuni dei suoi simboli distintivi, in particolare quelli che hanno caratterizzato la campagna del 2008: per esempio, la O colorata e l’uso del bianco e nero.

Concludiamo con le parole di Chelsea Clinton, figlia dell’ex presidente USA Bill e l’attuale segretario di Stato Hillary Clinton, proferite in occasione del referendum che si è tenuto quest’anno nella Carolina del Nord e che si è concluso – purtroppo! – a sfavore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso: 

Penso che tutti dovrebbero battersi per ciò che è giusto, quando possibile, per quanto possibile. Credo anche che quando i diritti civili di ogni americano o di un gruppo di americani in un determinato luogo vengono messi in discussione, tutti gli americani, ovunque, dovrebbero tenerne conto e dovrebbero fare attenzione a fornire la risposta corretta. Queste sono le lezioni che ho imparato molto giovane dai miei genitori e questi sono i principi guida della mia vita [cit. da Roberto Russo, Matrimoni gay: Chelsea Clinton si schiera a favore, queerblog.it, 7.05.2012

Queste parole dovrebbero far riflettere e valgono non solo per “ogni americano o di un gruppo di americani”, ma sono valide universalmente, per qualunque individuo o gruppo etnico. 

*

L’intento di queste due campagne è quello di palesare la debolezza concettuale di chi si oppone ai diritti delle coppie omosessuali, reputandole ancora contro natura. In più, il merito di queste due iniziative è stato quello di spostare – dal punto di vista comunicativo – l’attenzione dalle unioni gay, argomento ampiamente discusso e avversato, al concetto di amore in generale. Se una persona può, per ragioni ideologiche, religiose e politiche, non accettare le nozze tra omosessuali, non può, invece, opporsi all’amore. Dunque, legalizziamo l’Amore!