GAY O.K. America Apparel LGBT Pride 2012

GAY O.K.

Isis King for American Apparel

Giugno 2012. American Apparel collabora con la GLAAD (Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) per la realizzazione di una nuova linea di t-shirt celebrative del LGBT Pride Month.
Il 15% dell’incasso derivato dalla vendita delle t-shirt sarà devoluto alla GLAAD. È
 un po’ come se la Benetton in Italia devolvesse il ricavato delle vendite di T-shirt a tema all’Arcigay. Cosa che potrà accadere se solo qualcuno, lì su al Governo, si decidesse a far approvare qualche legge su unioni civili e condanna dell’omofobia.

C’è dell’altro. Quando l’industria della moda fa pubblicità anche per delle cause politiche LGBT, capita che, oltre alle magliette, testimonial della campagna indirizzata a farvi pubblicità sia scelta una modella transgenderIsis King, già apparsa nel famoso programma televisivo USA “America’s Next Top Model”.

Il presidente della GLAAD ha affermato in un comunicato stampa che “American Apparel è una delle pochissime e una delle più importanti aziende ad avere incluso in una sua campagna nazionale una persona transgender. In più, lo slogan ‘Gay is OK’ raggiungerà milioni di persone, lanciando un messaggio importante nel supportare l’eguaglianza”.

Gay is ok, of course. E spesso anche le multinazionali. 

Isis King for American Apparel

American Apparel aveva già sostenuto la battaglia per i diritti LGBT quando, nel 2008, apparve la prima maglietta Legalize Gay in sostegno della protesta contro il referendum sulla Proposizione 8, in cui si chiedeva l’abolizione del diritto al matrimonio per coppie omosessuali, introdotto da una sentenza della Corte Suprema della California del 15 maggio 2008.