The Queen’s Diamond Jubilee. God Save the QueeR.

The Queen Elisabeth II

Si chiude oggi The Queen’s Diamond Jubilee che celebra il 60° anniversario dell’ascesa al trono di una delle icone del XX secolo: Elizabeth Alexandra Mary, divenuta Elisabetta II d’Inghilterra il 5 febbraio 1952.

Regina del regno Unito, dell’Australia, del Canada, della Nuova Zelanda, di un’altra mezza dozzina di isole ed isolette sparse per i quattro angoli della terra, Elisabetta II d’Inghilterra è capo del Commonwealth, governatrice suprema della Chiesa Anglicana, comandante in capo delle forze armate e signora dell’isola di Man.

Un’icona, insieme a Che Guevara, Marilyn Monroe e Madonna. La sua immagine è citata, riprodotta, ma anche deturpata e ridicolizzata (come si riserva alle Istituzioni). Un oggetto di culto e marketing, non senza averne una certa consapevolezza (il royal merchandising, almeno quello ufficiale, è sempre autorizzato da Buckingham Palace).

Ancora prima di Lady Diana, la Regina è diventata una icona queer, oltre che per i suoi “outfit pantone”, per il suo essere la perfetta incarnazione estetica della placida donnina inglese da sbeffeggiare quando, come in ogni lotta per la diversità che si rispetti, c’è da prendere di mira tutte le qualità tradizionali della codificata differenza di genere e della tradizione. Tutti i rivoluzionari hanno preso di mira le istituzioni a cominciare dal Punk di God Save The Queen dei Sex Pistols alla parodia del discorso di Capodanno alla Nazione da parte dei Gorillaz nel 2005.

Moralista e conservatrice, impedì alla sorella Margaret di sposare un uomo divorziato, e per anni si è rifiutata di acconsentire alla relazione di suo figlio, il principe Carlo, con Camilla Parker-Bowles, duchessa di Cornovaglia, accettata di fatto solo dopo il loro recente matrimonio.

Eppure nel 2010 ha ratificato il cosiddetto Equality Billtutelando unioni di fatto – civil partnerships – e diritti delle persone transgender. In Italia sarebbe così se il Parlamento approvasse una legge sull’eguaglianza dei diritti delle famiglie gay e il Papa si dicesse d’accordo (Elisabetta è Capo Supremo della Chiesa Anglicana).

Non possiamo che festeggiare un giubileo queer come il suo “Giubileo di Diamante”, urlando God save the QueeR!