Sicilia Queer filmfest 2012. Un progetto culturale permanente.

I film liberano la testa
Rainer Werner Fassbinder


Il Sicilia Queer filmfest – Festival Internazionale di Cinema GLBT e Nuove Visioni, è il primo Queer Festival del sud Italia, che si svolge a Palermo e che già dalla prima edizione (2011) ha evidenziato una sua indentità e specificità progettuale basata su un lavoro di rete e su un intento culturale permanente.

In occasione della seconda edizione che si terrà a Palermo nella sede del cinema Rouge et Noir, dal 1 al 7 Giugno 2012, Malesoulmakeup ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione del Festival, tenutasi Lunedì 28 Maggio 2012 nella sede dell’associazione culturale Casa Museo Stanze al Genio; e ha incontrato l’ideatore del Festival, Alessandro Rais, critico cinematografico o, come preferisce definirsi, “spettatore professionista”, e Giovanni Lo Monaco, docente e responsabile delle attività formative del Sicilia Queer filmfestival.

Alla conferenza stampa il neo assessore alla cultura Francesco Giambrone ha esordito con una riflessione sull’importanza di un lavoro di rete e sullo spazio pubblico al centro del  dibattito della nuova amministrazione. Alla sua prima uscita pubblica, Giambrone si pone come portavoce di un’istituzione comunale che appoggia il Sicilia Queer filmfestival, lanciando la proposta di assegnare il cinema chiuso dei Cantieri Culturali alla Zisa al cinema indipendente queer nato con il Sicilia Queer filmfest.

Il Sicilia Queer filmfest propone un programma con 57 film tra i migliori lungometraggi, cortometraggi e documentari internazionali, articolati in 4 sezioni; un concorso per cortometraggi (QUEER SHORT); omaggi e approfondimenti dedicati a Serge Daney e Werner Schroeter; 4 tavole rotonde, 4 presentazioni di libri a tematica queer, 3 mostre di arti visive e uno spettacolo teatrale.

La giuria internazionale sui corti in concorso sarà costituita da Emma Dante, scrittrice e drammaturga, e neoregista cinematografica (presente alla chiusura del festival per la premiazione); Fabio Grassadonia, sceneggiatore e regista; Matteo B. Bianchi, scrittore e sceneggiatore televisivo; Mark Pariselli, regista canadese e vincitore della prima edizione del Festival; Vincent Dieutre, regista di culto del cinema d’autore francesce.

L’intento culturale di continuità e di approfondimento teorico della manifestazione si denota anche dal catalogo, già distribuito in conferenza stampa e curato dal programmer Andrea Inzerillo, che propone scritti di Jacques Rancière, Linda Williams (docente a Berkley di Film Studies e teorica di pornografia), Ignazio Licata, Vittorio Lingiardi, Giulia de Spuches, Giorgio Vasta.

Venerdì 1 Giugno si inaugurerà con l’intervista di Regis Debray a Serge Daney e con l’episodio di Histoires du cinéma di Godard. La serata di apertura vedrà come madrina Vladimir Luxuria e la conduzione dell’attore Filippo Luna. Sarà presente il neo sindaco palermitano Leoluca Orlando.
Un trailer d’autore contrassegnerà l’inizio del Festival, così come era accaduto nella prima edizione a cura di Roberta Torre. L’autore di quest’anno è Stefano Savona (regista di “Palazzo delle Aquile”, previsto in cartellone il 3 Giugno, vincitore lo scorso anno al festival Cinéma du Réel a Parigi), con una lettura intimista di Palermo attraverso uno sguardo queer del reale filtrato dai suoi ricordi d’infanzia.

Malesoulmakeup: Come nasce il Sicilia Queer filmfest e qual è lo scopo della manifestazione?
Alessandro Rais: Il Sicilia Queer Filmfest è un festival internazionale indipendente, d’autore, di alto livello, con anteprime siciliane, alcune italiane e molte internazionali.
Nasce essenzialmente come un progetto culturale, scevro da logiche burocratiche e politiche. È un’attività permanente che si articola e definisce in termini di materiale di approfondimento culturale LGBT. Una struttura di servizio e un evento. Il precendente per futuri altri progetti queer. Di base è un festival ideologico, autofinanziato e con progetti educativo-formativi di natura sociopedagocica. Fin dalla prima edizione dello scorso anno è stato sostenuto solo da finanziatori stranieri – gli istituti di cultura straniera Goethe-Institut, l’Instituto Cervantes e l’Institut français. Il festival è nato grazie a queste strutture di programmazioni culturali, interlocutori intelligenti, insieme a volontari del mondo della scuola e dell’università, militanti, associazioni, artisti, studiosi, cinèfili, piccoli editori, collettivi e singoli cittadini.
Una riflessione sul senso del cinema e della critica cinematografica. Si celebra Serge Domè, critico, omosessuale, di cui ricorre il ventennale della sua morte, dimenticata dal cinema (omaggio in collaborazione con l’Istituto di Cultura Francese), il cinema tedesco di  Werner Schroeter e Rainer Werner Fassbinder e il ventennale di Querelle. 
Giovanni Lo Monaco: Un Festival permanente in cui “queer” è inteso come “Prospettiva Queer” ossia come progetto formativo e scolastico che abbraccia tutti i livelli dell’istruzione.

Malesoulmakeup: Chi sta dietro il festival? Chi ci lavora?
Alessandro Rais: Il nostro è un “team queer”, incentrato su un lavoro di rete, sulla condivisione e sulla sinergia (il Sicilia Ambiente Festival, il SoleLuna DocFest). Un impegno civile, culturale e politico. Il Sicilia Queer filmfest intende fare rete piuttosto che rendere autoreferenziale la realtà LGBTQ. Una delle caratteristiche della manifestazione è una gestione dal basso, una gestione partecipata, resa funzionale da scelte condivise.

Il primo di Giugno si inaugurerà la seconda edizione del Sicilia Queer filmfestival targata 2012. Che bilancio rispetto allo scorso anno?
Alessandro Rais: Istituzioni inadeguate versus una città, Palermo, rispondente. Prima del Sicilia Queer filmfestival le rassegne festivaliere nel capoluogo siciliano erano gratuite. Il Sicilia Queer filmfestival ha infranto un doppio tabù.

Cosa significa organizzare un Festival Queer in Sicilia. Quali sono le specificità culturali del festival rispetto alla città di Palermo? Palermo è una città queer?
Alessandro Rais: Il cinema è inteso come un tramite per fare cultura. Il Festival sottende una scelta ideologica. La Sicilia è forte ancora di una cultura macista; è reazionaria e tradizionale. Lavorare sul cinema e il tessuto culturale e sociale è l’intento. Palermo è potenzialmente una città “avanti” che bisogna di occasioni. Mortificata dalle istituzioni e dalle rappresentazioni che di essa ne hanno dato le istituzioni, è un terreno fertile.
Giovanni Lo Monaco: Attività seminariali nei licei e nelle scuole medie inferiori. Laboratori sull’affettività in un’unità elementare. Un corso di formazione rivolto ai docenti per la scuola dell’infanzia ai licei (50 docenti) su tematiche quali la lotta al bullismo omofobico, l’identità di genere, l’orientamento sessuale. Il queer è un fatto culturale, divergente. Anche un festival diventa un fatto culturale.

Malesoulmakeup: Un festival è anche la tipologia di pubblico che lo anima. Chi sono stati i frequentatori della prima edizione del Sicilia Queer filmfestival?
Alessandro Rais: Anche il pubblico è un pubblico queer specifico della realtà palermitana. Molti eterosessuali, molte donne omosessuali. Una maggiore difficoltà è stata arrivare ai gay palermitani. Sono ancora assenti gli spettatori transgender e transessual*.

Malesoulmakeup: Quali sono stati i criteri di selezione cinematografica?
Alessandro Rais: Il Festival offre visibilità  ad una cinematografia d’autore legata a tematiche GLBT e a un cinema, comunque, indipendente e alternativo alle logiche di mercato che in Sicilia non aveva mai avuto un suo diritto di cittadinanza. Non abbiamo lavorato, tuttavia, per “caselle di genere” identitario ma per qualità. La programmazione ha inizio e fine con due film a tematica trans: Il documentario Trans segue la commedia d’apertura Let My People go!. Tra le tematiche affrontate nei documentari quelle del transessualismo, transgenderismo e dell’omogenitorialità (altro partner è l’associazione delle famiglie arcobaleno).
Diversi approcci, diversi linguaggi, differenti riferimenti stilistici.
Cerchiamo copie di riproduzione di alta qualità dei materiali audio-visivi e in versione originale. I sottotitoli sono curati da competenze cinèfile e linguistiche interne all’organizzazione del Festival. Monica Catalano, presidente dell’associazione GLBT sordi – prima associazione specifica a livello nazionale – è l’interlocutrice del Festival per la sottotitolaturta, con lo scopo di fideilizzare un pubblico altrimenti senza voce e spazio.
La forza della storia del cinema insieme alla freschezza delle novità del panorama internazionale per film in prima italiana o seconda (prima solo al Torino GLBT Film Festival).

Malesoulmakeup: Queer è in costante ricerca di nuove definizioni in funzione delle attività culturali e sociali che ne ridisegnano i contenuti. Cosa è il “queer” partorito dal Sicilia Queer filmfest?
Alessandro Rais: Queer è una parola liquida. Queer è diversità; è diversità in marcia.
Giovanni Lo Monaco: Queer è imparare a stare nell’indefinitezza; rimanere nella zona grigia senza ripegare nel binarismo culturale. Il cinema sollecita all’osservazione e alla lettura della realtà. Aiuta a destabilizzare la percezione del reale, per questionare l’ovvietà. Il reale non è ovvio, è complesso.
La cultura queer fa cultura versus la tendenza all’assimilazione.

www.siciliaqueerfilmfest.it/