Queer New York International Arts Festival (QNYI)

Ricci/Forte for Queer New York International Arts Festival

QNYI è la sigla di un Festival Queer appena nato a New York, ossia il Queer New York International Arts Festival, Festival Internazionale delle arti teatrali e visive, interamente dedicato all’arte queer e al queer nell’arte. Un festival neonato e organizzato da esperti del settore: Zvonimir Dobrović, già direttore artistico del Queer Zagreb e Perforations Festival di Croazia, e André von Ah, storico dell’arte e curatore; con la collaborazione di Jey Wegman (Abrons Arts Center) e il supporto del Trust for Mutual Understanding, della CEC ArtsLink, dell’Istituto di Cultura francese, del Ministero della Cultura serbo, della città di Zagabria, e del FUSED (French U.S. Exchange in Dance).

Il festival si svolgerà dal 7 al 15 Giugno 2012, e sarà accompagnato da una serie di eventi e dibattiti pubblici organizzati da Andy Horwitz e Jeremy M. Barker di Culturebot.org, nonché da Aaron Hicklin, caporedattore di Out Magazine.

www.queerny.org

Tra gli artisti presenti a questa prima edizione: David Wampach (Francia); Tadasu Takamine (Giappone); François Chaignaud & Cecilia Bengolea (Francia, Argentina); Marlene Monteiro Freitas (Capo Verde); Biljana Kosmogina (Serbia); Željko Zorica (Croazia); Igor Josifov (Macedonia); e gli East Village Boys (USA).

L’Italia è rappresentata da Silvia Costa/Plumes dans la têtei e dal teatro onirico-fiabesco-queer del duo Ricci/Forte, con Macadamia Nut Brittle, divenuta la locandina del festival. 

Da quanto si legge sul sito del QNYI, l’idea del festival è quella di rompere con gli schemi e le idee dominanti che limitano e marginalizzano l’arte queer e, al tempo stesso, di ampliare e reinterpretare il concetto stesso – ormai cristallizzato e stereotipato –, divenuto negli anni sempre più riduttivo e spesso associato a forme di divertimento che non hanno alcuna valenza artistica.
L’obiettivo principale è quello di rintracciare, scoprire e interpretare nuovi fenomeni che mettono in discussione, attraverso il prisma dell’arte, le norme che regolano la società; dunque, qui il queer non è più inteso come concetto circoscritto alle problematiche prettamente identitarie e di genere.
I curatori sentono ancora forte l’importanza di un festival di arte queer anche in centri gravitazionali per eccellenza come Londra, Berlino, Amsterdam, Sydney, San Francisco, New York e altri, dove l’idea di arte queer è diventata irrilevante. Ciò è dovuto al fatto che non ci sia da parte degli artisti la necessità di nominare, identificare o separare l’arte come queer. Questo atteggiamento di rigetto porta a processi di sublimazione del queer: infatti, esso viene nell’arte trasformato, assorbito o cancellato, in qualche modo reso volutamente invisibile, poiché ciò lo rende facilmente fruibile.
Un effetto della trasformazione del queer e dell’impoverimento dei suoi significati è che gli artisti spesso evitano l’etichetta, poiché lo vedono come qualcosa di restrittivo e limitante. Il queer, in realtà, non dovrebbe essere percepito come uno svantaggio, in quanto allontana un pubblico più ampio, ma dovrebbe rappresentare un valore aggiunto del proprio lavoro.

L’intero programma del festival sarà pubblicato nel sito ufficiale del QNYI e, intanto, Malesoulmakeup anticipa ai suoi lettori un’intervista esclusiva ai Ricci/Forte a cura di Andrea De Carlo.