The Naked Civil Servant. Riscoprire l’opera e le gesta di Quentin Crisp

Necessario in questi tempi bui è riscoprire l’opera e la vita di Quentin Crisp, vera icona della cultura di genere sin da quando negli anni Settanta pubblicò le sue memorie The Naked Civil Servant, con cui il grande pubblico conobbe la sua verve e il suo esibizionismo.“Un’autobiografia è un necrologio in forma periodica a cui manca l’ultima puntata”, dichiarerà Quentin. 

The Naked Civil Servant, Quentin Crisp, 1968

Crisp studiò al prestigioso King’s College senza però riuscire a laurearsi e in seguito continuò i suoi studi nel campo dell’arte al Politecnico di Regent Street. In questo periodo il nostro frequentò i caffé di Soho, unendosi alla fauna policroma che vi albergava ogni sera e con qui sperimentò il trucco e l’abbigliamento da donna arrivando a prostituirsi “in cerca dell’amore” – come dichiarò molti anni dopo durante un’intervista – “ma trovando solo degradazione”. In seguito si spostò al centro di Londra dove fece del suo salotto un originale punto di ritrovo per gente dalle più disparate estrazioni sociali.

James St James and Quentin Crisp at Michael Musto’s Birthday Party at Limelight, NYC photo by Tina Paul, 1990

Allo scoppio della seconda guerra mondiale rimase nella capitale perché respinto dall’esercito sulla base di “perversioni sessuali” e nel 1941, durante l’attacco di Londra, fece scorta di cosmetici e andò in giro durante il blackout frequentando i soldati statunitensi che giudicò gentili e open mind. Nei successivi vent’anni visse nello storico appartamento in Beaufort Street dove pare non abbia mai rassettato dichiarando che “la polvere non peggiora più dopo i primi quattro anni”. Si trasferì negli Stati Uniti, a New York, durante il periodo di massimo successo legato alla pubblicazione del suo libro The Naked Civil Servant e al successivo documentario tratto dalle sue pagine.

Eccellente oratore divenne famoso per le sue opinioni argute e irriverenti che spesso attirarono su di lui le ire dell’opinione pubblica, come quando dichiarò che l’AIDS era una moda e l’omosessualità una malattia  o, come quando si espresse in modo irrispettoso nei confronti della morte di Lady Diana. 

Icona culturale, attore, scrittore e opinionista, Quentin Crisp frequentò da protagonista la scena newyorkese, conoscendo Sting che gli dedicherà il brano Englishman in New York, e Sally Potter che nel 1993 lo convincerà a vestire i panni di Elisabetta I nel film cult Orlando, tratto da un romanzo di Virginia Wolf, e ancora Boy George che lo citerà nel video Do you really want to hurt me, dichiarando di sentirsi vicino all’esperienza di vita di Quentin Crisp.

Queen Elizabeth I (Quentin Crisp) in the film Orlando (1992, dir. Sally Potter)

Morì (come aveva previsto con largo anticipo) all’età di novantuno anni e dopo la cremazione le sue ceneri vennero sparse su Manhattan.

Ci auguriamo che anche in Italia ci sia la possibilità di accedere alll’opera letteraria (e non) di Quentin Crisp, già archetipo celato di molti autori a venire (uno su tutti Aldo Busi) che ne ricalcheranno le scelte e gli stilemi.