Pink Flamingos

Pantone Pink Flamingos 

Patty Owens ama i fenicotteri rosa, come si evince dalle pagine del suo diarioI fenicotteri rosa sono estate, Miami, i party queer in piscina, margaritas ghiacciati.
E si sa, Miami è il posto preferito dai fenicotteri rosa.

I fenicotteri rosa, modell* dal 
collo lungo, sono animali queer e misteriosi. Gli scienziati non sanno esattamente perché a volte stanno su una sola gamba e non riescono a conteggiarli quando, in branco, si muovono troppo velocemente. Patty Owens ritiene si tratti di vouging dance.

Pulcini grigi alla nascita, i fenicotteri rosa, amabili, socievoli, leali e ferocemente protettivi dei loro piccoli, diventano di un pantone rosa brillante ineguagliabile da nessuna casa di make up e che ricorda gli anni 50 e un lusso vintage americano.

Patty Owens ha un film preferito, perfettamente in tema. Pink Flamingos (1972) del regista statunitense John Waters. Inizialmente stroncato da critica e pubblico, nel corso degli anni divenne un cult movie, manifesto del cinema trash. Protagonista del film è l’icona camp Divine, fonte d’ispirazione per tante altre icone queer, dal personaggio disneyano di Ursula, la cattiva compagnia di Ariel, all’opinionista italiana Platinette, omaggio di un giornalista alla fenomenologia del “grasso è bello” americano.
Pink Flamingos narra le stravaganti vicende di Divine nell’assidua ricerca dell’affermazione del “suo essere disgustosa”. Nel 1997 è uscita un’edizione speciale per festeggiare il 25º anniversario del film.

Pink Flamingos