Albino

Tanyth Berkeley – Grace Window

L’estetica albina abbatte le frontiere fenotipiche del colore della pelle. Il bianco albino è  bianco, nero, giallo, riccio, liscio, uomo, animale. È Asia, America, Africa, Europa, Australia. L’albinismo è investito di credenze da società ad interesse etnografico; è una variabile d’attenzione nella ritrattistica documentaristica; è un business d’immagine per le agenzie di moda.
Se Connie ChiuShaun RossStephen Thompson e, la pattyssima Diandra Forrest, definiscono la categoria “albino models“, gli albini africani della Tanzania sono detti Muzungu, al pari degli stranieri bianchi: un termine dispregiativo che descrive il fenomeno delle uccisioni volontarie e delle mutilazioni, per fini curativi o per farne amuleti e feticci per riti propiziatori. La medicina sciamanica attribuisce, infatti, agli albini proprietà inusuali curative e di grande fortuna, alimentando un traffico di organi dei cosiddetti “negri bianchi”. “Patate sbucciate”, “scimmie”, “fantasmi”, “demoni”. In Africa, dalla Nigeria al Congo, gli albini sono l'”uomo nero” delle paure indotte in Occidente ai bambini per farli addormentare. Una discriminazione supportata da credenze tribali – gli albini non muoiano ma svaniscono –  e da pratiche sociali discriminatorie. In Zimbabwe, le donne albine vengono violentate come cura all’AIDS e molti africani scongiurano al loro passaggio, sputando per terra.

Andrea Galvani

Shaun Ross with Andrej Pejic for David Urbanke

Diandra Forrest

Stephen Thompson

Connie Chiu