Vidal Sassoon. The mannish hairstyling Icon

Omaggio al più grande parrucchiere del XX secolo.

Il bob, simbolo di emancipazione femminile, delle flapper girls, già sin dagli anni ’20, portato dalla diva del cinema muto Louise Brooks, viene reinventato negli anni ’60 da Vidal Sassoon. Altra epoca di emancipazione. Mentre i capelloni imperversavano, Vidal Sassoon inventava il taglio che renderà famoso il beat, The Beatles e la Swinging London: Twiggy, Mary Quant (un deciso parallelo tra l’accorciarsi delle gonne e quello dei capelli); Il taglio Nancy Kwan nel 1968; Mia Farrow di Rosemary’s Baby a Los Angeles, ma anche Juliette Greco e Mireille Mathieu in Francia e la nostra Caterina Caselli, casco d’oro, in Italia.

È un’immagine rivoluzionaria: i capelli non sono più avvolgenti e materni, raccolti e sinuosi, difficili da gestire, complicati. I capelli sono corti, veloci da asciugare. La donna è veloce e sta cambiando. Arriva la pillola e la rivoluzione sessuale.

Vidal Sassoon with Mary Quant

Vidal Sassoon, icona del mannish hairstyling, è deceduto ieri mattina, 9 Maggio 2012, nella sua casa di Los Angeles.
Lo stile Sassoon ben presto è diventato la prima catena di saloni di acconciatura in tutto il mondo, arricchita da un brand di prodotti per capelli, che ha ospitato anche Andy Warhol come testimonial di lacca per capelli da uomo.
Prima di Sassoon c’era la finzione della cotonatura e della lacca a fissaggio forte per rendere artificiale il modello femminile. Con Sassoon le donne hanno potuto mettere le dita tra i capelli. 

La mia idea era quella di dare una forma ai capelli, tagliandoli come se fossero un tessuto e togliere via il superfluo” (Sassoon, 1993, Los Angeles Times). “Le donne stanno conquistando i loro spazi lavorativi. Non hanno più tempo per stare sotto i caschi“.

Nancy Kwan