MDNA like ANDY

Muse, alter ego, impersonificatori, sosia, cloni.
Madonna, travestitasi ormai dalla masticazione americana del suo marchio, “MDNA”, secondo quanto riportato dal National Enquirer, sta addestrando cinque manichini cloni/sosia per non essere infastidita dai paparazzi durante il suo immininete tour. Camminare e parlare come MDNA sono tra le materie del corso da lei tenuto.
Nulla di nuovo.
In casa “queer” l’unicità è la riproducibilità. La rappresentazione e la ripetizione sono i migliori pennelli per truccare un soggetto qualsiasi e farlo diventare un oggetto di culto e imitazione; un soggetto univoco e reale per tutti.
Andy Warhol, uomo riservato e distaccato dagli altri, ha fatto dell’apparire (to show) una fabbrica di comunicazione serigrafica. Nessuno può vantare la certezza di avere conosciuto Andy Warhol. Alle interviste rispondeva alle domande con monosillabici “yes“/”not“, sostituendo, spesso, il diaframma del registratore portatile alla sua voce. Una rappresentazione fake e in playback, sempre presente a tutti gli eventi cool di New York. Il suo sosia lo ha ben recitato alle conferenze presso accademie e università americane.
Se non è questa la costruzione di un’identità!