Grazie dei fior*

All’item “”Ti piacciono i fiori?”, Patty Owens ha ripiegato i fogli dell’MMPI nella sua borsa postina naj oleari e ha iniziato il gioco del m’ama o non m’ama, contando le margherite che Pierre et Gilles hanno regalato a Jean-Paul Gaultier.
La cultura occidentale ha accostato il linguaggio dei fiori alle fasi del ciclo di vita. I fiori bianchi sono la nascita e la purezza. I fiori rossi sono la maturità e la morte. Il sistema moda, dallo streetstyle alle passerelle, ha reso i fiori queer: fiori dappertutto, dalle scarpe, agli smalti. Nel 2012 si fa prima a regalare una camicia floreale che non una peonia fresca.
Quel plurale tagliato per il “Grazie dei fior” di Nilla Pizzi ha anticipato la “queerizzazione” degli asterischi della cultura GLBTQ al pari del Grazie dei fiori bis da Indietro tutta.
Patty Owens, il fiore all’occhiello di Malesoulmakeup, questo venerdì chiude il suo sipario con un Queer Pantone degno degli omaggi floreali presenti nel suo camerino.