Le sante travestite

Le sante travestite del Medioevo furono solo una leggenda?

Pelagia, l’archetipo della santa travestita, si dice fosse stata danzatrice e prostituta; quando si convertì al cristianesimo, cambiò anche identità e abito, mettendosi una camicia di pelo sotto i vestiti da uomo e diventando Pelagio. Solo alla sua  morte si scoprì che era donna.

Santa Eugenia, travestita per far parte di una comunità religiosa di soli uomini, fu accusata di violenza sessuale da una ricca signora che la desiderava; per difendersi dall’accusa, si spogliò dagli abiti maschili.

Tecla, una vergine facoltosa e bellissima, divenne una seguace di San Paolo e si tagliò i capelli, adottando per un periodo indumenti maschili.

Sant’Anna entrò in monastero vestita da uomo e fu presa per un eunuco; un monaco, in dubbio sull’identità di fratello Eugenio, la spinse giù da un precipizio.

L’elenco delle sante travestite è lungo e le loro storie presentano andamenti comuni. Santa Perpetua, Antanasia, Apollinare, Eufrosine, Anastasia, Patrizia e altre, indossano tutte abiti maschili in un momento di crisi personale, realizzando quanto detto da San Gerolamo sulla demarcazione tra genere e religione: “la donna che desidera servire Cristo più che il mondo cesserà di essere donna e sarà chiamata uomo”.

Alle sante travestite è stato attribuito spesso l’aggettivo di “barbute” e molte delle loro storie collegano spesso il travestitismo religioso con delle paternità travestite. La fantasia della donna travestita che diventa padre ha implicazioni sociali e individuali, religiose e politiche.

Desiderare di essere uomo è considerato in qualche modo “naturale”, a differenza del desiderare di essere donna, visto come un atto di perversione. Una dissimmetria culturale che si riflette anche nella “carriera” dei religiosi travestiti. Esistono molte sante travestite venerate e pochi santi travestiti conosciuti. Nel nono secolo c’è stata anche la leggendaria Papessa Giovanna, una travestita divenuta papa, che si iniziò al genere vestimentario maschile per amore di un monaco suo insegnante. Alla morte del suo amato fu scelta come papa ma una gravidanza ne smentì l’identità nel ben mezzo di una processione papale interrotta dalle sue doglie. La storia di Giovanna nei secoli ha subito un travestismo al pari della sua vita: la realtà fu mascherata in leggenda.

La papessa (2009) diretto da Sönke Wortmann
Giovanna, la papessa. Alle origini della leggenda

Giovanna d’Arco è la più celebre di tutte le sante travestite. Giovanna si distingue per il superamento dei limiti di genere e di classe, difendendo la sua identità di cavaliere. Fu infatti per travestitismo, non per eresia, che venne processata dall’inquisizione. “L’abito è una piccola, anzi una minima cosa” è la celebre frase a lei attribuita durante la quarta udienza pubblica. La sua forza sovversiva consiste nell’identificarsi come donna in abiti maschili senza farsi mai passare per uomo. Il travestitismo di Giovanna è un paradosso culturale per l’epoca. Giovanna D’arco è queer, al di là del genere.

Milla Jovovich in Giovanna d’Arco (1999) diretto da Luc Besson

Giovanna, la papessa. Alle origini della leggenda