Boy London

Patty Owens nel 1988 è stata fotografata per Preppy durante un suo viaggio in Italia. Aveva un total look Boy London e ballava Who’s bad al Mud Club di Londra. L’anno precedente Whitney Houston registrava il video di I wanna dance with somebody accompagnata da un ballerino anch’esso vestito Boy London.

Un’aquila e una semplice scritta. E’ questo Boy London, street vintage brand tipico della moda da strada anni 80 e celebrato da chiunque, da Andy Warhol a Boy George, al fashion system. Non un semplice cappellino e una giacca. Indossare Boy London è essere Boy London. E’ sognare di vivere a Londra. E’ essere Londra.

Andy Warhol

Andy Warhol

Nato in un circuito londinese underground, Boy London è talmente radicato dentro un’era da essere trasversale alla moda, alle sottoculture grunge, queer e allo street style più ricercato della metà degli anni 80.

Senza conoscerne la valenza comunicativa, in Italia alla fine degli anni 80 imperversavano felpe e cappellini Boy London anche nei mercatini. Esemplare è la presenza di una t-shirt da mercatino Boy London in una scena di Mery per sempre (1989) di Marco Risi.

Mery per sempre – Italia 1989

Recentemente Urban Outfitters ha riprodotto il brand in esclusiva per il Regno Unito e Rihanna è diventata la nuova testimonial pop del label a tal punto da definire le sue performance in funzione dello stile Boy London. Dopo di lei anche Keri Hilson Nicki Minaj abusano il Boy London style. Il fashion reglogging ha ulteriormente attualizzato Boy London, rendendolo prezioso e vintage.
Boy London piace a tutti e ridefinisce la globalizzazione estetica in chiave queer ed europea.