(h)omo eroticus, cervus in fabula. Identità e desiderio omoerotico in “Disintossicazione” di Luciano Fadini

Luciano Fadini, Disintossicazione 1 #1, 2009

Luciano Fadini nel ciclo di disegni Disintossicazione 1,2,3 (2009) presenta, attraverso un segno essenziale, spontaneo e originale, corpi maschili dai tratti delicati ed eterei, armonici nelle movenze, carichi di voluttuosa bellezza, vitalità e una sensualità appena accennata. Queste figure immerse in atmosfere senza tempo, oltre a essere emblema di perfezione e armonia, sono il pretesto privilegiato con cui l’inconscio emana tutta la sua forza occulta per rivelare la drammaticità dell’esistenza.
I quadretti presentati alternano scene bucoliche a immagini di vita quotidiana e intima, indugiano su pose che rivelano la noia o l’inquietudine dell’esistere; tuttavia l’artista offre sempre una via di scampo, un’alternativa, la possibilità di trovare calore o conforto fra le braccia dell’amato o degli amici. Lo stesso titolo del ciclo infatti racchiude in sé l’idea estetica di escapismo: rifugiarsi nel paese degli affetti, della bellezza e della natura al fine di “disintossicarsi” dalle disarmonie del mondo.
L’intento dell’autore è di rendere il corpo e la sua drammaticità il vero palcoscenico dello spettacolo messo in atto. L’osservatore attraverso gli occhi dell’artista si trova improvvisamente partecipe della scena, sedotto da figure immobili che guardano, sospese tra realtà e immaginazione. Ne emerge un manierismo onirico, ove lontani echi autobiografici si combinano con inattese rêveries.

Luciano Fadini, Disintossicazione 1 #2, 2009

Il centro dei disegni di Fadini è quindi un essere misterioso, chimerico, osservato nelle sue molteplici ipostasi, che prova piacere nel travestimento e nella dissimulazione. Dietro una maschera di picassiana memoria si nasconde l’io artistico; una maschera in cui il narcisismo, l’individualismo, l’egocentrismo e l’eccentricità sono narrati con apparente equilibrio e dolce armonia (vd. Disintossicazione 2 e 3). Una delle rappresentazioni più suggestive di questo ambiguo e paradossale protagonista è raffigurata dai disegni raccolti sotto il titolo comune di Disintossicazione 2, in cui la tematica estetica si intreccia indissolubilmente con quella identitaria.

Luciano Fadini, Disintossicazione 2 #2, 2009

Luciano Fadini, Disintossicazione 2 #3, 2009

Siamo di fronte, pertanto, a un narciso moderno, innamorato in modo maniacale della propria immagine e ossessionato dalla ricerca dell’identità. Lo specchio diventa lo strumento attraverso cui l’uomo contemporaneo, ontologicamente scisso e drammaticamente lontano dalla perfezione originaria, può ritrovare – seppure per un istante – la primigenia coincidentia oppositorum. Ciononostante non si ha a che fare con monoicismo che si concretizza nella coesistenza anatomica dei due sessi, ma piuttosto con ermafroditismo simbolico, mediante il quale il personaggio ingloba in sé attributi tipici dell’altro sesso, finanche nei suoi atteggiamenti di seduzione.

Luciano Fadini, Disintossicazione 2 #1, 2009

In tutti i disegni del ciclo Disintossicazione è presente un’esplicita sensualità omoerotica. Questo Leitmotiv s’intreccia con altri temi e motivi di carattere lirico-erotico (Disintossicazione 1): la perdita dell’amato, l’amore infelice, la solitudine, la malinconia, il fallimento della ricerca amorosa, il recupero orgiastico e il puro compiacimento sadomasochistico all’interno del mondo onirico.

Luciano Fadini, Disintossicazione 1 #6, 2009

Nell’ultimo gruppo di disegni (Disintossicazione 3), invece, si passa dalla corporeità e dai flebili impulsi carnali a una sorta di immutabilità quasi arcaica, in taluni momenti trascendentale: le figure, gli animali, gli insetti e i fiori rimandano a un ordine che è soprattutto spirituale, carico di simboli e significati.

Luciano Fadini, Disintossicazione 3 #1, 2009

Luciano Fadini, Disintossicazione 3 #3, 2009

Luciano Fadini, Disintossicazione 3 #6, 2009

L’impatto tra il sensuale e l’estatico spinge l’artista a reinterpretare in maniera originale e del tutto inattesa l’iconografia sacra popolare delle immaginette devozionali. Anche nei disegni di Fadini vi è la presenza degli animali che nelle agiografie accompagnano spesso i santi, specialmente anacoreti (basti ricordare il cervo di sant’Eustachio, il lupo di san Francesco, il cane di san Rocco, lo scoiattolo di san Colombano, il corvo di sant’Elia e altri), poiché assolvono la funzione di guide spirituali, strumenti del destino o della Provvidenza.

Luciano Fadini, Disintossicazione 3 #10, 2009

Nelle raffigurazioni dell’artista tuttavia la relazione tra sacralità e istintualità s’intensifica: questi animali dai tratti fiabeschi, mitologici, si caricano di significati totemici, suggeriscono la comunione perfetta tra l’uomo e il creato o, se non altro, la nostalgia per un paradiso oramai perduto.

Galleria immagini: Disintossicazione 1, 2, 3

Luciano Fadini, “Clochard” (autoritratto), olio su vetro, 2000

Luciano Fadini, nato nel 1968 a Verolanuova (Brescia), inizia il suo percorso artistico come autodidatta nel 1991. Nello stesso anno l’artista, entrato a far parte del gruppo P.I.E. (Pronto Intervento Espressivo), prende parte a numerose performance e allestimenti teatrali ed espone la serie di quadri Ombre nella collettiva, La vida es sueño.
Dal 1999 al 2000 Fadini, in stretto sodalizio artistico e di vita con Angelo Sina (Zurigo 1964), sperimenta tecniche pittoriche su tessuti, da cui nasce il ciclo intitolato Tecnohippie. Più tardi entrambi gli artisti, con l’acronimo Lolu, realizzano una linea di lampade fatte con materiale di recupero, Lampadarius, le quali vengono esposte presso la galleria B-52 di Milano come evento collaterale al Salone Internazionale del Mobile (2005).
Per quel che concerne l’attività individuale di Fadini, dal 2000 l’artista si cimenta in nuovi temi pittorici: la serie Piccola Venere e il ciclo Geisha; quest’ultimo è una rielaborazione di un soggetto già trattato in un dipinto del 1998.
Luciano Fadini ha partecipato attivamente a numerose mostre collettive organizzate nelle città di Milano, Roma, Catania, Torino, Pavia e Sale Marasino (Brescia).

Luciano Fadini, autoritratto, 2011

Tra le più significative vanno ricordate: Apertura, una personale a Lonato del Garda presso Palazzo Celesti; le compartecipazioni alla Triennale d’Arte di Catania (2005) e alla rassegna “La Telaccia d’Oro” (evento concomitante alle Olimpiadi invernali di Torino, 2006), dove ha ricevuto un riconoscimento speciale per la pittura.
In seguito, grazie alla sua vicinanza al movimento Patafisico viene post diplomato nel 2007. Attualmente vive e lavora a Brescia.

Per maggiori informazioni è possibile contattare Luciano Fadini alla sua pagina Facebook

e-mail: fadini.luciano@virgilio.it

Luciano Fadini, “Come una dama”, tecnica mista (matita, pennarello, pastelli). 2008

Luciano Fadini, autoritratto, 2012

Luciano Fadini, molecole nello spazio. Per la lotta contro l’omofobia, s.d.