WoMan

Spallina. Nata per le divise militari, diventa un suffisso di potere per gli yuppies degli anni ottanta.
Le donne si ridisegnano con spalle ampie per farsi carico di un nuovo status sociale: un  self-made WoMan all’insegna del prestigio economico e del lusso di essere donne. Anche attraverso il vestito.
I significati attualizzati dalla moda sono sempre il risultato dell’associazione corpo rappresentato – periodo storico/culturale.
Negli anni 80 del secolo scorso le donne cominciano a ritagliarsi uno spazio ai piani alti del mondo dell’industria e della finanza: Margaret Thatcher sta per diventare Primo Ministro del Regno Unito.
Nasce il power dressing
Melanie Griffith e Sigourney Weaver incarnano questo stile nel film Una donna in carriera, fonte d’ispirazione per un’intera generazione.
In televisione Raffaella Carrà diventa testimonial vivente della donna-spallina: protagonista del palco e presto icona oltre i generi.

E’ Giorgio Armani ad interpretare e consolidare la rappresentazione-moda del potere che, fino ad allora, è maschile. Armani descrive il suo approccio alla moda con le seguenti parole: “I was the first to soften the image of men, and harden the image of women. I dressed men in women’s fabrics, and stole from men what women wanted and needed – the power suit” (Encyclopædia Britannica Online, s. v. “Giorgio Armani,” accessed January 24, 2012).